Il Tirreno

Lucca

La banda della cassaforte a tempo in mezz’ora incassa 150mila euro

di Luca Tronchetti
La banda della cassaforte a tempo in mezz’ora incassa 150mila euro

Tornano “quelli delle parrucche” dopo il colpo di due mesi fa all’agenzia Mps dell’Arancio Armati di trincetto, attaccano la Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia. Scomparsi, come fantasmi

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LUCCA. Tornano a colpire due mesi dopo a trecento metri di distanza dall’ultima banca svaligiata. Precisi come il bisturi di un chirurgo in poco più di mezz’ora incassano 150mila euro, salutano, ringraziano e spariscono. Metodici, gentili e pure divertenti se è vero, come si vocifera, che almeno nella rapina precedente in attesa che la cassaforte a tempo si aprisse si erano messi a raccontare barzellette a clienti e impiegati. Venerdì 8 settembre alle 15,30 all’agenzia dell’Arancio del Monte dei Paschi, di fronte alla pompa di benzina Conad e a un passo dal supermarket di via Orzali, i tre rapinatori più il palo armati di cutter avevano atteso l’apertura della cassaforte temporizzata svuotandola del contenuto: 90mila euro.

La gang dei siciliani. Ieri, con mezz’ora di ritardo rispetto a due mesi orsono, i tre malviventi si sono presentati all’agenzia della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia sulla via Romana all’Arancio. Vestiti di nero, indossando parrucche per eludere il sistema di video sorveglianza e guanti in lattice per evitare di lasciare impronte, mostrano ai tre dipendenti dell’istituto di credito - due uomini e una donna (non erano presenti clienti) - un paio di trincetti invitandoli alla calma. «Tranquilli non vi succede nulla. Dovete pazientare e attendere l’apertura della cassaforte e poi ce ne andremo». L’accento? Spiccatamente del Sud. Molto probabilmente siciliano. Idioma identico a quello del colpo precedente avvenuto trecento metri prima all’agenzia Mps e anche stavolta di venerdì pomeriggio. Il momento in cui vengono «caricati» i bancomat in vista del weekend. E dai primi accertamenti il colpo è di quelli importanti. Dentro la cassaforte ci sono 150mila euro. Che sommati ai 90mila di due mesi fa fanno 240mila euro.

Professionisti del crimine. Ad attenderli fuori - esattamente come 60 giorni fa - il palo che parcheggia nelle vicinanze dell’hotel Melecchi e della profumeria visto che il piccolo parcheggio della banca è munito di sbarra e il posto per fare manovra è stretto. L’auto rubata, come la volta precedente, è un’anonima Punto bianca sparita in mattinata dal posteggio dell’ospedale Campo di Marte e ritrovata puntualmente anche in questa occasione nel parcheggio del supermarket Conad dove, evidentemente, era stata piazzata un’auto pulita su cui allontanarsi senza dare nell’occhio. L’allarme scatta poco dopo le 16,30 e sul posto si precipita una volante della polizia, la squadra Mobile e la scientifica per i rilievi. Ma i pendolari del crimine sono uccel di bosco e i posti di blocco non servono a nulla. Testimoni? Oltre ai dipendenti dell’istituto di credito nessuno ha visto i banditi. Fantasmi senza volto e senza nome che non sarà facile smascherare.

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