Alce, i dati sulle emissioni dividono anche i medici
L’associazione dei dottori per l’ambiente contesta le osservazioni dell’Ordine «Va valutato l’effetto sulla qualità dell’aria della nuova centrale e del traffico»
FORNOLI. La vicenda Alce pare davvero essere un puzzle in continuo divenire che, da anni, si arricchisce quasi quotidianamente di pezzi. Ad aggiungere oggi un nuovo tassello, l’Isde (l’associazione di medici per l’ambiente) che ha deciso di esprimersi in merito al comunicato dell’Ordine dei medici di Lucca in cui essi dichiararono “quantitativamente trascurabile” il contributo della nuova centrale a legna all’inquinamento locale. A parlare per Isde Federico Valerio, già responsabile del Servizio di chimica ambientale presso l’Istituto nazionale di ricerca sul cancro di Genova e tecnico del sindaco Poggi nel 2010. «L’Ordine di Lucca – dice il ricercatore – ha giudicato trascurabile l’impatto ambientale di Alce e ha spostato l’attenzione sull’impatto delle altre aziende operanti in zona, del traffico, degli impianti di riscaldamento; auspicando per questi casi l’adozioni di migliori tecnologie ecosostenibili. L’impressione che si ha leggendo il documento è che il parere derivi, quantomeno da una valutazione affrettata e superficiale delle fonti.
«È vero – prosegue Valerio – che Arpat individua gli impianti di riscaldamento a legna e il traffico come possibile causa degli sforamenti delle concentrazioni di polveri sottili (Pm10) registrati a Fornoli nel 2011, ma all’Ordine dei medici di Lucca deve essere sfuggito il fatto che, nel 2011, l’Alce risultava completamente inattiva».
L’Ordine, afferma Valerio, «avrebbe dovuto perciò chiedersi quale effetto produrrà, sulla qualità dell’aria di Fornoli, l’entrata in funzione della nuova centrale, con la combustione di 150.000 tonnellate all’anno di legname e l’aumento del traffico pesante per il trasporto della materia prima e delle ceneri prodotte (6.700 tonnellate/anno). Annualmente, nel pieno rispetto dei limiti alle emissioni, la nuova Alce emetterà in atmosfera 5 tonnellate di polveri sottili, una quantità che la stessa azienda ha stimato superiore del 47%, rispetto alle polveri emesse dalla vecchia (relazione del dipartimento di energetica “L. Poggi”. 2010). A queste polveri, effuse direttamente dal camino della centrale a biomasse legnose, bisognerà aggiungere quelle secondarie. L’Ordine dei medici di Lucca – chiede Valerio – è disponibile a sostenere che questo carico inquinante aggiuntivo sia trascurabile? L’entrata in funzione della nuova Alce migliorerà la qualità dell’aria di Fornoli? Permetterà il costante rispetto degli standard?».
E sul caso Alce interviene anche Sel che ritiene « necessario, in un contesto normativo incerto e lacunoso, sottoporre alla valutazione di impatto ambientale, come previsto dalla mozione presentata da Sel in consiglio provinciale, un progetto che si inserisce in un'area già a rischio, oltre a promuovere controlli della massima severità e accuratezza».
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