Il presidio
La città promossa a pieni voti I cosplayer: qui è tutto magico
Tante storie si incrociano fra le vie del centro storico durante la fiera annuale del fumetto La testimonianza: «Vengo qui da nove anni. Per trovare una camera, ho prenotato nove mesi fa»
LUCCA. Quante possibilità potevano avere un milanese di 27 anni e un viareggino di 20 di incontrarsi per strada e subito diventare amici? Mondi opposti, apparentemente lontani, realtà che nella quotidianità forse nemmeno si sarebbero guardate in faccia. Eppure, è bastato un caso, una coincidenza, l’atmosfera sospesa di Lucca Comics perché le loro vite imboccassero la stessa direzione.
«Ci siamo conosciuti durante questa manifestazione nel 2010 – raccontano Maurizio Esposito ed Edoardo D’Alessio – e da quel momento siamo diventati inseparabili». Da allora si ospitano l’un l’altro per le vacanze estive, mantengono i contatti grazie ai social network e puntualmente si ritrovano ogni anno per la nuova edizione di Lucca Comics & Games. «Non possiamo mancare – affermano – non solo per la bellezza degli stand e per la passione per i fumetti, ma perché l’aria che si respira è magica. Certi incontri si possono fare solo qui, in questa atmosfera magica».
Si fermano a farsi fotografare, si prendono i complimenti dei passanti, Maurizio ed Edoardo, nascosti nei loro travestimenti di Naruto e Kakashi. «La maschera può aiutare molto. Tutto è più facile nei panni di un altro, ti senti sicuro, il mondo è a portata di mano».
Basta un attimo ai cosplayer per sistemarsi, per assumere la posa che identifica il loro eroe, per disporsi in ordine davanti a telefonini, macchine fotografiche e tablet, tutti estratti all’occorrenza per portarsi a casa l’immagine del travestimento più strano, più curioso, più vicino all’originale. «Mi hanno scattato così tante foto che ho perso il conto» mormora compiaciuta una ragazza all’amica. Un piccolo gesto che ripaga del lavoro di mesi. Vestiti sgargianti, parrucche ingombranti, accessori realizzati a mano. Qualcuno ha addirittura utilizzato materassini per la palestra, qualche altro ha ordinato online pezzi speciali arrivati direttamente dall’America o dal Giappone.
«Per costruire questo costume, mi sono messo all’opera da maggio – rivela infatti Fabio Tafani, ingegnere trentaduenne che veste i panni di Belakor –. Il costo? Meglio non pensarci. L’ho fatto perché per quattro giorni posso essere me stesso, posso sentirmi apprezzato». Sembra questo il motivo che spinge molti a scambiare la propria identità con quella dei personaggi preferiti «un modo per evadere la realtà, per godersi l’attimo, non pensare a niente. Nessuno conta più dell’altro, tutti valiamo allo stesso modo» afferma Veronica Sargentini, un Thor tutto al femminile. E infatti, impiegati, operai, ingegneri, agenti di viaggio, avvocati, grafici, studenti, conversano fra loro, si scambiano numeri di telefono, sguardi di approvazione, strette di mano. Unione, collaborazione e interazione fra persone di tutte le età, sembrano fare da padrone in una Lucca promossa a pieni voti. «È la città ideale per ospitare un evento come questo – dichiara Diego Mondaini, ventiduenne di Brescia– sia per gli spazi che per la storia. Basta guardarsi intorno: le vie sono affollate, la risposta è ogni volta positiva. Per poter alloggiare in periferia, ho dovuto addirittura prenotare 9 mesi fa: è il nono anno che partecipo eppure ancora non mi sono stancato».
Altro servizio
A PAG. 22
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
