Il Tirreno

Lucca

RITO ABBREVIATO

L’omicida del fiume condannato a 3 anni per l’arsenale di armi

LUCCA. Nel 1988 uccise un giovane con un colpo di cric che gli sfondò il cranio. L’omicidio di Marcellino Gianni, che aveva 18 anni e mezzo, avvenne sul fiume a Ponte S. Pietro al termine di una lite...

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LUCCA. Nel 1988 uccise un giovane con un colpo di cric che gli sfondò il cranio. L’omicidio di Marcellino Gianni, che aveva 18 anni e mezzo, avvenne sul fiume a Ponte S. Pietro al termine di una lite e l’assassino fu condannato a 14 anni di carcere. Aveva 22 anni e mezzo Gino Metelli ed era fisicamente molto meno prestante della vittima. Venticinque anni dopo quel tragico evento Metelli è comparso nuovamente in tribunale davanti al giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci. Era accusato di avere in casa un arsenale di armi: due fucili, una pistola calibro 7,65, due machete e poi pugnali e lame da taglio in acciaio. Gino Metelli accusato di detenzione di armi è stato condannato con rito abbreviato a tre anni, due mesi e 800 euro di multa senza benefici di legge. A rappresentare la procura c’era il sostituto Lucia Rugani. Metelli resta in carcere dove probabilmente sconterà in tutto o in buona parte la pena.

A scoprire le armi da sparo e da taglio nell’abitazione di Montuolo era stato il nucleo controllo del territorio della polizia diretto dal capo delle volanti Leonardo Leone. Il blitz avvenne nel maggio scorso con Metelli che si trovava in regime di detenzione domiciliare per una serie di reati sempre attinenti alle armi e commessi nel 2010. Dopo dieci anni trascorsi in carcere Metelli aveva ottenuto la libertà vigilata a regime di detenzione domiciliare il giudice gli aveva concesso l’autorizzazione di uscire di casa dalle 7 alle 19,30 per andare a lavorare in una cooperativa di facchinaggio ad eccezione dei giorni festivi. Ma la polizia lo teneva d’occhio e gli inquirenti erano certi che la sua passione per le armi non lo aveva abbandonato. Tre pattuglie della Mobile e una della volante con tanto di agenti con il metal detector. Da un’attenta perquisizione nell’abitazione in alcuni annessi agricoli furono rinvenuti la carabina ad aria compressa con binocolo di precisione, del tipo usato per il tiro a segno, capace di colpire il bersaglio a cinquanta metri e un fucile semi automatico calibro 12. E tre anni fa Metelli venne condannato a 4 anni e 3 mesi per detenzione di armi e ricettazione. Nella sua auto furono trovate una pistola e un fucile. (l.t.)

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