Il Tirreno

Lucca

Sarà una giornata di paura mentre salgono gli sfollati

di Nicola Bellanova e Chiara Lammari
Sarà una giornata di paura mentre salgono gli sfollati

Dalle 20 di ieri è scattato un nuovo allarme per forti piogge fino alla mezzanotte Altre famiglie evacuate a Barga e Gallicano. Il Brennero è sempre chiuso

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BARGA. La Valle del Serchio guarda in alto. Guarda in altro e incrocia le dita. Perché da ieri sera alle 20 è iniziata la “fase due” di questa emergenza autunnale, con un’allerta della Regione che sarà valida fino a questa mezzanotte. Il nuovo pericolo è portato da una perturbazione che mette a dura prova i previsori del tempo: la forbice delle possibili intensità delle precipitazioni, infatta, è molto larga. E nella peggiore delle ipotesi, spiega l’assessore alla protezione civile della Provincia Diego Santi, l’intensità potrebbe essere paragonabile a quella di lunedì scorso.

Una situazione che aggiunge difficoltà a difficoltà, perché tante sono le situazioni critiche che potrebbero aggravarsi con un nuovo nubifragio. Come il cantiere per la rimozione della grande frana che interrompe il Brennero, che rischia di trascinarsi per alcuni giorni.

Una cosa è certa, almeno stando ai riscontri effettuati per tutta la giornata di ieri dai tecnici e dirigenti del Genio Civile: la bomba d’acqua è nata e si è sviluppata dalla Pania, creando disastri nell’immediato circondario per un arco di dieci chilometri, colpendo i comuni di Vergemoli, Gallicano, Molazzana, Fabbriche di Vallico e Barga. Una sorta di “nuvoletta fantozziana” creatasi per cause ancora da verificare, ma che potrebbe ripetersi a breve. E quindi, con lo sguardo rivolto all’insù, i sindaci continuano a seguire le operazioni di Protezione Civile. Ma la situazione senz’altro più complicata è quella degli sfollati. Che continuano ad aumentare.

Barga. A tutt’oggi un territorio flagellato, e quello che vanta il maggior numero di famiglie sfollate. Sono ben 57 i nuclei evacuati dalle proprie abitazioni, raddoppiato di fatto dalle ultime drammatiche ore. Senza contare gli allagamenti e gli immobili fuori uso in larga parte del fondovalle. Ieri mattina sono state allontanate sette famiglie da Loppia, lungo il costone sulla strada tra Fornaci e il capoluogo. Un fronte a rischio per la presenza di tornanti anche per gli automobilisti, tanto da meritarsi approfondite indagini dei tecnici. Perciò, a tempo indefinito, resterà chiusa la strada Barga – Fornaci. Ma i problemi sono in montagna, dove sono ancora inagibili la Tiglio – Ferriera la Tiglio – Le Trine.

Molazzana. Cresce il numero degli “isolati”: oltre alle due famiglie di Pizzorno e le tre di Vascherana, ieri è stato allarme anche nel paese di Alpe S. Antonio, proprio sotto la Pania, dove una famiglia di origine inglese è di fatto prigioniera in casa propria in un immobile situato fuori dal centro abitato. Il comune interverrà lì con le somme urgenze, ma per ora si lavora alacremente su tutta la viabilità di montagna: «Ho chiamato molte ditte della zona, per garantire celerità e qualità degli interventi» afferma il sindaco Simonetti che, in ossequio al suo passato da medico si concede una battuta dopo tanta tensione: «Il paziente è ancora molto grave, ma per lo meno ha iniziato a prendere un brodino».

Gallicano. Anche qui le stime dei danni sono spaventose, e interessano ogni latitudine del vasto territorio comunale. A Capanne e La Barca (paese dove il sindaco Maria Stella Adami è cresciuta) il paesaggio pare quello di un film di fantascienza: devastazioni, strutture sommerse, fango ovunque. Intanto, per precauzione, altre tre famiglie sono state fatte evacuare a Chieva di Sotto, e con queste siamo a quota 14. Dopo le prime ore di comprensibile smarrimento, tutti gli sfollati (una cinquantina di persone) sono stati alloggiati presso parenti o amici. Solo una famiglia è sistemata in un bed&breakfast. Ma c’è bisogno di tecnici e volontari per continuare lo screening del territorio: «Siamo attivi con le somme urgenze – dice il vicesindaco Egidio Nardini -, ma il lavoro è tanto. Serve l’aiuto di tutti perché siamo sommersi dalle chiamate».

Vergemoli. Il sindaco Michele Giannini salta da un capo all’altro del circondario, frazione per frazione, per seguire costantemente l’andamento dei fronti franosi e le operazioni di ripristino. Ancora isolati i paesi di Campolemisi e San Pellegrinetto, a tempo indeterminato. Quindi, 23 famiglie restano fuori casa. I residenti sono sparsi tra parenti e amici sul fondovalle, ma c’è la sensazione e il timore che non si tratti di una soluzione temporanea. La viabilità d’accesso ai due paesi è compromessa, ed è una corsa contro il tempo per tornare alla normalità. A Campolemisi, poi, sono fuori uso le condotte idriche, aggiungendo la beffa al danno.

Bagni di Lucca. Salgono a quota tre le strade interrotte nel Comune di Bagni di Lucca. Dopo lo stop al traffico in direzione Palleggio (raggiungibile solo dalla Controneria) e Limano (tuttora isolato), anche Ponte a Gaio è stato chiuso con un’ordinanza emessa dal sindaco nella prima mattina di ieri. Per quanto riguarda Benabbio permangono i problemi alla via che congiunge la parte alta del paese e la piazza centrale: l’acqua che scorre libera sotto il manto stradale non ha infatti minimamente accennato a diminuire in forza e quantità e i tecnici comunali sono stati costretti a recintare quelle porzioni di carreggiata che hanno iniziato a cedere per l’erosione, limitando il transito degli autoveicoli ad una sola corsia. A Fornoli disagi a Cafaggio per una serie di abitazioni allagate e in centro paese dove le strade principali sono praticamente al buio: l’illuminazione pubblica è infatti guasta e diverse segnalazioni sono già state inoltrate al gestore elettrico. «Tutti i mezzi stanno lavorando per garantire la ripresa della viabilità il prima possibile – assicura il consigliere di maggioranza Diego Bacci –. Comunichiamo che, vista l’allerta meteo, il Centro operativo comunale rimarrà aperto anche oggi». I numeri utili in caso di emergenza sono 0583 809944 e 334 6242737.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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