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Lucca

C’era un bunker nella villa del boss della ’ndrangheta

C’era un bunker nella villa del boss della ’ndrangheta

Scoperto dai carabinieri un passaggio segreto che porta al rifugio per latitanti Un covo di 4 metri quadrati munito di corrente e pronto per essere utilizzato

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ALTOPASCIO. Un bunker ricavato all’interno della villa di Spianate di proprietà di Giuseppe Lombardo, affiliato alla ’ndrangheta e finito in manette la scorsa settimana nel corso di un blitz che portò in carcere altre 12 persone, che poteva servire da nascondiglio segreto anche per pregiudicati e persone che dovevano sfuggire alle forze dell’ordine. Il rifugio è stato scoperto durante l’ispezione della casa posta sotto sequesto effettuata dai militari in questi giorni. In uno dei bagni dell’abitazione c’era un passaggio segreto che porta al locale. Un’apertura opportunamente mimetizzata, un tutt’uno con il rivestimento in ceramica, posta sul retro di un termosifone, le cui staffe di sostegno consentono di azionarne l’apertura. L’ingresso al rifugio era evidentemente impossibile per gli estranei, situato nel piano seminterrato dall’abitazione e ricavato nel cemento armato delle fondamenta dell’immobile. Un covo di circa 4 metri quadri e alto 3 metri, probabile rifugio per latitanti o deposito per droga o armi. Il «fortino» era munito di prese d’aria e di corrente elettrica. Nel suo interno i carabinieri del nucleo investigativo diretti dal colonnello Zaccariello e dal capitano Pennisi hanno trovato alcune bottiglie d’acqua, una stufa elettrica, una sedia. Tutto pronto per essere utilizzato. Con l’ausilio della sezione investigazioni scientifiche di Firenze il materiale è stato sequestrato e sono stati compiuti i rilevi utili per approfondire gli accertamenti del Ris di Roma in modo da ricostruire chi o cosa ha ospitato il bunker che da sempre rappresenta il luogo simbolo della criminalità, rifugio o base di appoggio, ultimo nascondiglio prima di finire nelle mani della giustizia. Lombardo, che secondo gli investigatori è affiliato alla cosca “Facchineri” della ‘ndrangheta calabrese operante anche in Lombardia, rappresenta un riferimento in Toscana per la criminalità organizzata. È stato l’impiego di specifiche apparecchiature in dotazione ai reparti speciali dell’Arma che ha consentito di individuare il bunker, di cui anche i più stretti familiari conviventi di Giuseppe Lombardo avevano taciuto l’esistenza, negandone sino all’ultimo di esserne a conoscenza. Le indagini scientifiche sul materiale repertato consentiranno ora di supportare il quadro accusatorio della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti del Lombardo. Alla famiglia Lombardo il gip ha sequestrato beni per 1,4 milioni tra cui, oltre alla villa, anche un appezzamento di terra, un appartamento di 7 vani e un’autorimessa ad Altopascio.

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