Molesta i ragazzi con la scusa del gelato
Diciottenne denunciato dalla polizia postale per aver adescato su Facebook e davanti a due scuole medie alcuni studenti
LUCCA. Quaranta giorni per individuare e denunciare un ragazzo di 18 anni accusato di aver detenuto e prodotto materiale pedopornografico e adescato almeno 7-8 adolescenti tre dei quali frequentano due scuole medie, La Carducci e la Leonardo da Vinci, arrivando a palpare e toccare alcune delle vittime. Il diciottenne disoccupato ha contattato i ragazzini di tredici anni attraverso i social network e davanti alle scuole. In particolare su Facebook. L’operazione è stata portata a termine dalla polizia postale coadiuvata dai tecnici informatici del compartimento di Firenze e il fascicolo verrà trasmesso per competenza alla procura fiorentina che si occupa dei reati commessi attraverso il web.
Gioventù bruciata. Precedenti per reati contro il patrimonio il presunto pedofilo della rete, quando gli agenti guidati dal dottor Leonardo Leone si sono presentati a casa, ha assunto un atteggiamento spavaldo. Sicuro di sè, sbruffone e per niente intimorito della situazione e della presenza della polizia ha negato l’addebito sostenendo di essere «felicemente fidanzato» con una ragazzina di 15 anni. Ma per la polizia il diciottenne sarebbe affetto da disturbi della personalità con spiccata inclinazione verso il sesso maschile. Controlli sono stati effettuati nelle case dei genitori separati che vivono rispettivamente in centro storico e a Viareggio. Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati uno smartphone e un pc portatile che, svolti i controlli informatici, è risultato contenere materiale pedopornografico.
Gelati in cambio di foto. L’operazione parte ad inizio agosto grazie alla segnalazione della mamma di un tredicenne che, dopo aver letto sui quotidiani un caso di pedofilia in rete, spiando il profilo Facebook del figlio si accorge delle molestie di un amico in chat. Quel conoscente, il diciottenne indagato, si fa inviare continuamente foto delle parti intime del ragazzino. Nel giro di dieci giorni arrivano altre due segnalazioni dello stesso tenore. Il diciottenne, offrendo gelati e protezione, arrivava ad aspettare i ragazzini all’uscita della scuola per conquistare la loro fiducia. Per la polizia postale sarebbero 7-8 i ragazzini molestati e molti di loro non hanno presentato denuncia. Una volta accreditatosi su Facebook il presunto pedofilo, che con alcuni adolescenti ha avuto contatti fisici, si faceva inviare fotografie tramite il cellulare prima raffiguranti i ragazzini in mutande e poi con le parti intime scoperte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google