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Rx senza medico presidio al tribunale dei tecnici sanitari

Rx senza medico presidio al tribunale dei tecnici sanitari

LUCCA. Sono arrivati in 300 da tutta Italia i tecnici di radiolologia medica che hanno preso parte dell’assemblea nazionale del collegio che si è svolta a Lucca al cinema Astra in occasione della...

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LUCCA. Sono arrivati in 300 da tutta Italia i tecnici di radiolologia medica che hanno preso parte dell’assemblea nazionale del collegio che si è svolta a Lucca al cinema Astra in occasione della prima udienza del processo ai due tecnici rinviati a giudizio per aver eseguito rx senza la presenza del medico.

Hanno dibattuto sui casi di Marlia e Barga, sui 14 radiologi indagati, e hanno voluto portare la loro solidarietà, ma anche un contributo per iniziative concrete che risolvano questo problema. Anzitutto la ratifica delle intese fra Stato e Regioni sull’implementazione delle competenze dei tecnici, così da evitare nuove situazioni di questo tipo.

Una delegazione nel pomeriggio ha anche effettuato un presidio al tribunale di Lucca e ha ricevuto la notizia di un intervento dell’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni che ha scritto una lettera al ministro della salute Beatrice LOrenzin sulla regolamentazione della telerefertazione.

Nella lettera al ministro Lorenzin, l'assessore Marroni, senza entrare nel merito del caso specifico e dichiarando la sua piena fiducia nell'operato della magistratura, sottolinea che la vicenda va al di là del singolo episodio, e investe l'intera organizzazione che le Regioni si stanno dando in materia. Ricorda che la Toscana sta elaborando sulla teleradiologia un documento di indirizzo, che sarà poi valutato dal Consiglio Sanitario Regionale, con lo scopo di introdurre nuove realtà organizzative e valorizzare la professione di tecnico di radiologia. E invita il ministro a sollecitare un approfondimento della questione ai massimi livelli nazionali e anche un confronto in sede di patto per la salute, affinché la materia possa poi trovare, con il concorso delle Regioni, una adeguata regolamentazione nazionale.

Anche la Fp Cisl, assieme a Cgil e Uil, ha ribadito la necessità di un assetto quadro delle professioni a forte integrazione.

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