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Condanna confermata in Cassazione all’imprenditore che uccise il vicino
Adesso l’omicida può finire in carcere, dovrà scontare una pena di 16 anni per il colpo di pistola sparato all’agente carcerario
LUCCA. Dopo quattro anni la Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda processuale legata all’omicidio dell’assistente capo della polizia penitenziaria, Rossano Bastianelli, 46 anni, ammazzato con un colpo di pistola mentre si trovava nel suo orto a S. Maria a Colle. l’assassino - l’imprenditore Pasquale Tavella, 74 anni, attualmente agli arresti domiciliari - è stato condannato dalla Suprema Corte a 16 anni di reclusione per il delitto più tre per la detenzione illegale di pistola con matricola abrasa. I giudici si uniformano alla sentenza emessa il 26 gennaio 2012 dalla Corte d’Appello di Firenze che riformò la condanna per omicidio volontario della Corte d’Assiste di Lucca riducendola da 21 a 16 anni. Uno sconto di pena riconducibile alla presunta provocazione della vittima. Come se il pugno sferrato da Bastianelli a Tavella fosse proporzionale e immediato alla reazione dell’omicida. Nessuna novità quindi rispetto alla sentenza d’Appello? Non proprio. Perché nel momento in cui la sentenza diventerà esecutiva l’imprenditore finirà dietro le sbarre. A meno di cause ostative certificate da gravi condizioni di salute o da inconfutabili incompatibilità con il regime carcerario nei confronti di Pasquale Tavella si apriranno le porte del carcere per l’espiazione della pena. È invece praticamente impossibile fare previsioni poi sul periodo effettivo di detenzione penitenziaria del condannato.
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