Il presidio
Esami senza medico riprende il processo ai tecnici radiologi
LUCCA. E’ il giorno della protesta. Stamani al cinema Astra è in programma una sessione straordinaria del collegio nazionale dei tecnici sanitari di radiologia, in occasione di una nuova udienza del...
LUCCA. E’ il giorno della protesta. Stamani al cinema Astra è in programma una sessione straordinaria del collegio nazionale dei tecnici sanitari di radiologia, in occasione di una nuova udienza del processo a due colleghi indagati dalla procura di Lucca per esercizio abusivo della professione (cui se ne sono aggiunti in una seconda tranche altri 12). La loro colpa? Aver effettuato esami radiologici senza la presenza del medico. Una pratica consentita secondo una organizzazione decisa dall’Asl e avallata pienamente dalla Regione, che che è irregolare per la magistratura lucchese.
Ieri i tecnici di radiologia hanno diffuso una sorta di volantino in cui si legge: «Informazione di garanzia di persone sottoposte ad indagini. Procedimento nei confronti di 25mila tecnici sanitari di radiologia medica accusati di avere esercitato la professione di medico specialista in radiologia. Capi di imputazione: effettuavano abitualmente esami radiologici in assenza del medico specialista; svolgevano compiti esclusivi dello stesso (inquadramento clinico anamnesico, giustificazione dell’esame, informativa per il consenso); omettevano di effettuare un’accurata anamnesi allo scopo di sapere se le donne fossero in stato di gravidenza».
Quindi la domanda, di stretta attualità: «Il prossimo sarai tu?».
Sul caso interviene anche la segreteria nazionale Fials, attraverso il dottor Massimo Ferrucci che dice:
« Occorre una chiara definizione normativa per implementare le competenze dei tecnici sanitari di radiologia medica. La dilatazione dei tempi per la approvazione delle intese Stato- Regioni sulla implementazione delle competenze degli infermieri e dei tecnici di radiologia medica espone ad enormi difficoltà e notevoli rischi i professionisti della sanità. Nella valutazione della vicenda sorprende e sconcerta come una organizzazione decisa dalla Asl determini il porre in stato di accusa i tecnici di radiologia. Il Fials - aggiunge Ferrucci - è convinto che nella attuale legislazione vi siano sufficienti elementi idonei a dimostrare la possibilità per il tecnico di radiologia di esercitare le attività contestate». ALTRO SERVIZIO A PAG. 10
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