Il Tirreno

Lucca

Foto delle Mura, è boom In regalo la Casa del boia

Terzo appuntamento con le grandi stampe in abbinamento con il giornale Gli scatti e i testi di Roberta Martinelli raccontano la struttura del Bastardo

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LUCCA. Un grande successo, che testimonia una volta di più l’attaccamento dei lucchesi al proprio monumento-simbolo: vanno a ruba le grandi foto delle Mura con i testi di Roberta Martinelli che escono (ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì) in abbinamento gratuito con Il Tirreno. In totale le stampe che saranno distribuite con il giornale saranno ventiquattro e oggi siamo arrivati alla terza.

L’argomento di quella che avete fra le mani è, per così dire, all’ordine del giorno: si tratta infatti della Casa del boia, ritratta sia nelle foto di Vip che negli scatti del nostro lettore Piero Michelini. Perché, lo ricordiamo, uno dei punti qualificanti della nostra iniziativa è proprio la forte presenza di scatti dei lettori, raccolti durante tutta l’estate e selezionati in parte dalla nostra redazione, in parte grazie a un sondaggio realizzato su Internet.

La stampa di oggi racconta una storia che è ancora in divenire. Perché, da una parte, ritrae la Casa del boia come l’abbiamo vista per tanti anni, chiusa e disabitata. Ma - dall’altra - c’è anche una foto di quello che sta accadendo in questi mesi, in queste settimane, alla struttura del Bastardo. Si vedono, infatti, i cantiere realizzati dalla Fondazione Cassa di Risparmio che restaureranno la Casa del boia, con consegna entro il giugno del prossimo anno. Come anticipato ieri dal nostro giornale, la destinazione finale sarà quella di Museo delle Mura e della via Francigena, in stretta correlazione con il vicino ex canile del baluardo San Salvatore.

Non tutti a Lucca, però, sanno perché la Casa del boia si chiama proprio in questa maniera. La casa venne assegnata intorno al 1825 a Tommaso Jona, 52enne aiuto boia a Roma. L’esigenza di far arrivare nella piuttosto tranquilla Lucca questa temuta figura nacque dopo che il Codice Napoleonico ebbe inasprito le pene, facendo così lievitare il costo del “noleggio” di boia e ghigliottina da Pisa, come veniva fatto fino ad allora. Venne così ordinata una ghigliottina a Firenze, senza però che si trovasse un lucchese disposto a manovrarla. Venne così chiamato Jona, che fu ospitato sulle Mura. In realtà, poi, l’unica condanna prevista, nel 1831 venne annullata. E quando, nel 1845, furono fissate cinque esecuzioni contemporanee, Jona troppo vecchio diede le dimissioni e dovette arrivare un altro boia da Parma.

Ricordiamo che l’iniziativa del Tirreno è stata resa possibile dal contributo di Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Camera di Commercio, Gesam, Gioielleria Pedonesi e Ricevitoria Catelli.

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