Il Tirreno

Lucca

Il nuovo ospedale promosso ma preoccupa l’assenza di strade

di Alessandro Petrini
Il nuovo ospedale promosso ma preoccupa l’assenza di strade

Tutti d’accordo i cittadini e gli operatori che hanno effettuato una visita guidata al monoblocco «La struttura di S. Filippo è funzionale e ha grandi potenzialità, però non sarà facile raggiungerla»

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Ora è molto bello, speriamo che poi a regime tutto funzioni». Difficile che le impressioni a caldo uscite dal nuovo ospedale San Luca possano essere negative. L’ambiente si presenta pulito, efficiente e razionale, ma anche più grande di quanto non sembri da fuori e in certi casi pare quasi un labirinto. Ma seguendo le parole di Giorgio Santucci, l’incaricato della direzione sanitaria ospedaliera che ha fatto da guida nel nuovo complesso di San Filippo, l’impressione è che la nuova struttura sia stata progettata e pensata per far compiere un deciso salto di qualità alla sanità lucchese.

Per questo al termine della prima visita con i cittadini organizzata dall’Asl, il sentimento comune nella quindicina di persone che hanno partecipato è proprio questo: «una struttura con grandi potenzialità che dovranno essere sfruttate fino in fondo». Tutti d’accordo invece nel nutrire forti dubbi sull’ubicazione, visto che già con la viabilità attuale la struttura non è proprio semplice da raggiungere e il rischio è che dopo l’inaugurazione dell’ospedale la zona possa addirittura congestionarsi.

Per esempio Grazia Bocci, che lavora per la Estav nord-ovest. «L’impressione è davvero positiva – dice – non solo al primo impatto, ma anche per le potenzialità che è in grado di esprimere una struttura nuova come questa che è molto interessante anche dal punto di vista architettonico. Credo sia fondamentale la previsione di corridoi separati per medici, infermieri e il personale sanitario, senza contare che l’intera struttura è di nuova concezione e potrà disporre delle migliori tecnologie».

Per lei la nota dolente è quella della viabilità: «Purtroppo è un po’ periferico e credo che dovrà essere segnalato bene. Negli anni però mi sono sempre chiesta perché non si sia pensato al vecchio Mulino Pardini a San Pietro a Vico. Sarebbe stato un modo per recuperare volumetrie e terreni, inoltre si sarebbe dotato l’ospedale di un’apposita fermata del treno e anche dal punto di vista dell’accessibilità ci sarebbero stati meno problemi».

Sensazioni simili a quelle di Donatella Del Debbio, già dipendente dell’azienda sanitaria, che ha scelto di partecipare alla visita per farsi un’idea sul futuro della sanità lucchese: «Direi molto bene, soprattutto rispetto al Campo di Marte. Quello che mi piace è soprattutto la compattezza della struttura che consentirà di abbattere i tempi morti, specialmente nel trasporto dei degenti. Probabilmente il problema principale in questo momento è la viabilità, speriamo che la situazione possa migliorare presto».

Chi non lavora nel settore sanitario sono invece Giuliano Leone e Fabrizia Vornoli, genitori del consigliere comunale Luca Leone ed entrambi associati alla Legaconsumatori. A lei non piace molto il colore della struttura: «Avrei preferito una tonalità differente», confida, oltre al fatto che il San Luca non avrà una vera e propria facciata principale facilmente riconoscibile dall’esterno. «Però – premette subito – io sono assolutamente favorevole al monoblocco e all’organizzazione della struttura per intensità di cura invece che in reparti. Non mi dispiace nemmeno l’ubicazione a San Filippo – confida – ma mi sarebbe piaciuto che fosse presa in considerazione l’idea di realizzare il nuovo ospedale tra San Marco e San Vito, sul retro del campo di Marte».

Soddisfatto anche suo marino Giuliano, che ha visto confermate le indicazioni che gli erano arrivate dalla stampa e dalle comunicazioni dell’Asl: «Al San Luca migliora tutto, sia dal punto di vista della qualità della degenza, sia dal punto di vista clinico. Gli unici dubbi che ho sono legati alla spesa, non facile da sostenere in questo periodo di crisi, ma decisa in un momento storico diverso da quello attuale, e alla viabilità di accesso, anche se sono abbastanza tranquillo perché il traffico è destinato a calare».

Ma tra le persone che hanno partecipato al sopralluogo ci sono anche sei lavoratori della la cooperativa sociale che si occupa dei servizi alla persona e attualmente ha l’appalto per lo spostamento dei degenti al Campo di Marte. Sono venuti a vedere cosa li aspetta qui, ma soprattutto se la nuova struttura aspetterà loro. «Su internet abbiamo visto che il nuovo bando è già uscito – dice Michele Bianchi – e dovremo capire se le condizioni saranno le stesse rispetto a ora. Abbiamo già subito un drastico taglio delle ore di lavoro con un aumento delle cose da fare, vogliamo vedere se ci saremo. Siamo già andati a visitare l’ospedale di Pistoia e spero che a Lucca si evitino gli errori che sono stati commessi là, con i telefoni cellulari che non funzionano (anche al San Luca ci sono zone d’ombra, ndr) e problemi nel reparto di psichiatria dove le cornette delle docce si possono staccare dal muro diventando corpi contundenti». Per loro la visita al San Luca si conclude con una foto di gruppo di fronte alla struttura, sperando di poterci rientrare presto come lavoratori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino