Il presidio
Resta una cicatrice sul volto del giovane aggredito in città
LUCCA. Il quadro probatorio è ormai chiaro e l’inchiesta sull’aggressione subita nella notte tra sabato 24 e domenica 25 agosto da un giovane amico di alcuni ragazzi del gruppo Torpedo è alle battute...
LUCCA. Il quadro probatorio è ormai chiaro e l’inchiesta sull’aggressione subita nella notte tra sabato 24 e domenica 25 agosto da un giovane amico di alcuni ragazzi del gruppo Torpedo è alle battute conclusive. Mancano i dettagli del puzzle ormai interamente ricostruito dalla procura della Repubblica con l’ausilio della Digos e dei carabinieri della Compagnia. In sostanza la conferma ai riscontri probatori su computer e telefonini sequestrati ai sei giovani di estrema destra accusati di lesioni aggravate dall’uso di un’arma impropria (bottiglia di vetro spezzata) ai danni di Silvio Lucchesi, 22 anni, sfregiato dagli appartenenti all’organizzazione mentre si trovava all’esterno del pub Caffé Ristretto in via S. Giorgio. La cicatrice sul volto del giovane - uno squarcio che va dallo zigomo al labbro sinistro - è una lesione permanente e le consulenze medico legali (è già stato nominato un perito dall’autorità giudiziaria che a breve depositerà la sua relazione) avrebbero già stabilito che la prognosi di sette giorni stilata nell’immediatezza al pronto soccorso è stata ampiamente superata dai controlli effettuati due settimane dopo la barbara aggressione. E adesso la gravità delle lesioni supererebbe i 40 giorni di prognosi. Un periodo sufficiente affinché la procura chieda al gip una misura restrittiva della libertà personale nei confronti del responsabile delle profonde ferite al volto causate a Lucchesi. In questo frangente gli inquirenti, diretti dal sostituto procuratore Fabio Origlio, si sono concentrati su quanto accaduto prima e soprattutto dopo l’azione dei giovani di estrema destra. Soprattutto chi materialmente seguì due ragazzi appartenenti al gruppo di sinistra Torpedo sino sotto le rispettive abitazioni nel tentativo quantomeno di intimorirli e chi nelle ore precedenti al raid effettuò una ricognizione in via S. Giorgio per verificare se il gruppo di giovani di sinistra si trovasse in quella zona per poi colpire alcune ore dopo e fuggire facendosi scudo con biciclette e altri oggetti.(l.t.)
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