Il presidio
Gang di bulli nei guai dopo una maxi rissa con mazze e bastoni
Undici giovani dai 20 ai 27 anni denunciati a Castelnuovo L’abuso di alcol sullo sfondo delle aggressioni ripetute
CASTELNUOVO. Non si fa attendere la risposta di carabinieri e procura alle bande di bulli-teenager che - come riportato nell’edizione del 20 agosto da Il Tirreno - un si affrontarono nel cuore di Castelnuovo armati di mazze e bastoni e spinti dall’abuso di superalcolici. Al termine di un’indagine diretta dal sostituto procuratore Antonio Mariotti e affidata al comandante della Compagnia Paolo Volonté 10 giovani - tutti di età compresa tra i 20 e i 27 anni, operai e studenti della zona e dei paesi limitrofi - e un adolescente all’epoca minorenne (aveva 17 anni e 11 mesi e anche lui vive in Garfagnana) finiscono nel registro degli indagati accusati a vario titolo di reati che vanno dalla rissa aggravata alle lesioni personali, dal porto abusivo di armi alla violazione di domicilio, dal danneggiamento alla minaccia e all’ingiuria. Perché nella notte tra il 14 e il 15 agosto l’assurda voglia di vendetta e l’odio sprigionato dall’abuso di alcol e forse di droghe leggere arriva a scatenare una spedizione punitiva con mazze, aste e clave nei confronti di un componente la gang rivale. Che si salvato dalle bastonate soltanto perché si trova in ospedale per farsi medicare dopo aver preso un paio di cazzotti in faccia nell’ambito della «guerra» tra gang di bulli.
Bande di bulli. Stavolta la politica non c’entra. Sono ragazzi poco più che maggiorenni guidati dall’alcol e dalla noia a dividersi in bande che si fronteggiano a mani nude o con bastoni e mazze. Lo sguardo ammiccante rivolto a una ragazza appartenente all’altro gruppo o il tifo per una squadra anziché un’altra sono sufficienti per innescare la violenza. Prima si scatena una maxi rissa in piazza, poi singoli «regolamenti di conti» e infine la spedizione punitiva che poteva diventare fatale.
Gli avvenimenti. Sono le 23 quando due gruppi si ritrovano vicino al Duomo di Castelnuovo. Uno composto da tre giovani si trova seduto al tavolino di un bar, l’altro - formato da tre ventenni e un minorenne - passa a piedi. E proprio il diciassettenne che, forse per antichi dissapori, inizia ad offendere uno dei ragazzi dell’altra gang. Birra, vino e liquori fanno scattare la scintilla e inizia la maxi rissa con lancio di sedie e cazzotti sullo stile del Far West. Alla scena assistono decine di testimoni che provano ad intervenire determinando un fuggi fuggi generale da parte dei contendenti. Un’ora e mezzo il minorenne che aveva generato la rissa si trova in un punto di ritrovo a Castelnuovo con degli amici. Viene avvicinato da un giovane che conosce bene il ragazzo insultato in piazza e vuole vendicarlo. Il minore viene preso a cazzotti e steso a terra. Finisce al pronto soccorso di Castelnuovo con contusioni guaribili in 7 giorni. È l’una e trenta quando il ventenne, che ha appena dato una«lezione» al minorenne, nella zona del Ponte Nuovo viene raggiunto da un amico del diciassettenne con l’intento, pure lui, di fare «giustizia». Volano schiaffi e pugni. Così anche lui finisce in ospedale. Ma la notte brava non finisce lì. Perché alle 2,30 gli amici del minore, non sapendo dell’azione solitaria di un componente la gang, si armano di bastoni e mazze e si dirigono verso la casa del rivale. Scavalcano il cancello e piombano in giardino. Non vedendolo si accaniscono contro la sua auto con aste e clave e causando danni ingenti. La fidanzata del ragazzo esce di casa, ma viene insultata, offesa e minacciata e con lei il padre che, dopo aver cercato invano di reagire, avverte il 112. Prima dell’arrivo dei carabinieri del radiomobile i cinque bulli gettano atterra legni e randelli - recuperati dai militari - e si danno alla fuga.
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