Il presidio
Agente di custodia aggredito da un detenuto in carcere
LUCCA. Dura presa di posizione di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, rispetto a quanto avvenuto nel carcere di S. Giorgio. «Un detenuto...
LUCCA. Dura presa di posizione di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, rispetto a quanto avvenuto nel carcere di S. Giorgio.
«Un detenuto marocchino ristretto nella fatidica terza sezione – dice il sindacalista – ha tirato, per futili motivi, uno sgabello al poliziotto in servizio che è stato molto abile nello schivare il pesante oggetto. Poco dopo, lo stesso detenuto ha ingerito delle pile e, dopo essere stato accompagnato in infermeria, ha rifiutato il ricovero nell'ospedale.
«Mentre faceva rientro in cella costeggiando il muro del giardino, ha prelevato il coperchio di cemento di un tombino e si è scagliato contro i poliziotti.
«Uno di loro, colpito con violenza, ha avuto dall'ospedale una prognosi di 21 giorni per frattura del metacarpo e per almeno 40 giorni dovrà tenere il gesso. A lui e all'altro collega va tutta la nostra solidarietà.
«Ma certo si tratta dell'ennesima situazione incredibile e inaccettabile: e il fatto che ha visto protagonista, ancora una volta, uno straniero ci induce a tornare a sollecitare il governo e il ministro della giustizia Cancellieri ad attivarsi davvero perché i detenuti stranieri scontino la pena a casa loro. Una cosa è certa: la Polizia Penitenziaria non è carne da macello e non tollererà altre violenze».
Capece annuncia che nei prossimi giorni sarà al carcere di Lucca, nel quale nelle ultime settimane diversi sono stati gli eventi critici: atti di autolesionismo, risse, colluttazioni e tentati suicidi.
«Eppure, nonostante tutto questo, l'amministrazione penitenziaria brilla per l'assenza di provvedimenti su Lucca, da almeno dieci anni», conclude il sindacalista.
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