Il Tirreno

Lucca

Il film di Greenaway porterà Lucca nel mondo

di Barbara Antoni
Il film di Greenaway porterà Lucca nel mondo

Il regista gallese: «Lo porterò ai festival internazionali». Domani e domenica le prime per i cittadini con la proiezione sulla facciata del San Francesco

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Sarà un veicolo di Lucca nel mondo la performance multimediale che il maestro Peter Greenaway, regista gallese di farma internazionale, ha realizzato ispirandosi a Lucca.

“The Towers - Lucca Hubris” è il titolo di questa opera di trentacinque minuti («very fresh”, sorride il maestro, sottolineando che l’ha ultimata appena quarantotto ore fa) che domani e domenica alle 21 sarà proiettata in prima assoluta sulla facciata bianca del San Francesco appena restaurato.

Greenaway ha grandi progetti per questa sua creatura, che all’età di settant’anni suonati per lui rappresenta un motivo di rinnovamento, di ripartenza: è la prima volta che riesce a proiettare uno dei suoi lavori sulla facciata di un edificio storico, lui che la storia la ama così tanto da averne fatto la protagonista di gran parte dei suoi film, anche se con un approccio assai poco convenzionale: storia come racconto per sole immagini, che esce dalla materia delle parole. E stavolta esce anche dal grande schermo di una sala cinematografica per mostrarsi sulla facciata di una chiesa.

Tutto questo accade proprio a Lucca, città che fra tante città storiche italiane ha colpito Greenaway «per il senso di completezza che emana e per le sue Mura. Ma anche per la sua storia - sottolinea il maestro - per il rapporto che Lucca ha avuto con gli imperatori tedeschi e per le sue torri».

Per tutti questi motivi a The Towers darà un respiro internazionale. «Ci saranno tanti modi per rappresentarla, l’opera potrebbe diventare una biblioteca multimediale, un sito web». Le potenzialità sono innumerevoli. Ma di sicuro, anticipa il regista, «nei prossimi due-tre anni vedrete questo film proiettato ai festival di tutto il mondo».

C’è un anno di lavoro dietro The Towers, un anno di studio da parte del regista di Lucca e del suo passato ma anche del suo volto e della sua gente di ora. Le quattordici microstorie che compongono il film le ha scritte di suo pugno; intorno a lui un piccolo esercito di traduttori che lo hanno aiutato a contestualizzare nomi (inventati) e luoghi della narrazione e un artista locale (di adozione) che è Roberto Castello.

Su questo film, che nasce come una delle iniziative legate alla “rinascita” del San Francesco, la Fondazione Cassa di Risparmio - già artefice del recupero del complesso conventuale con un investimento da quarantotto milioni - ha scommesso altri 70mila euro solo per la produzione. Si è affidata a un artista fuori dal coro e ne è nato un prodotto prezioso.

The Towers sarà molto più di un film su Lucca: potrà attrarre e stimolare una fascia di turismo colto a visitare la città.

«Ci riempie di orgoglio avere prodotto questa opera - dice il direttore della Fondazione Cassa di Risparmio Marcello Bertocchini -. Abbiamo voluto caratterizzare un progetto di spettacolo che esce dalla chiesa ed entra nella piazza».

E così l’assessore alla cultura Alda Fratello considera che «con questa opera Lucca vola alto. L’approccio al film è singolare, una sintesi particolare di pittura e cinema che attrarrà la città di Lucca».

Domani a presentare il film (che verrà proiettato per tre volte di seguito) ci sarà Peter Greenaway in persona. I proiettori sono già per gran parte montati e sorvegliati ventiquattro ore su ventiquattro.

ALTRO SERVIZIO a pag. 22

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani