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I banditi in moto sono i figli di Tangari
Arrestati dalla polizia dopo una rapina ai supermarket sono accusati dei colpi alle farmacie. Il padre è in coma da 9 mesi
LUCCA. Hanno un nome e un volto i banditi in moto che per mesi hanno terrorizzato le farmacie della Lucchesia e di Pescia. La squadra Mobile di Pistoia in collaborazione con quella di Lucca ha arrestato dopo una rapina commessa al supermercato Ekom di Ponte all’Abate due fratelli originari di Altopascio. Si tratta di Stefano e Rito Tangari, rispettivamente di 29 e 28 anni, i figli di Maciste Tangari, 47 anni, il rapinatore di Spianate che da oltre 9 mesi è in coma in uno stato vegetativo dopo essere stato raggiunto alla testa da un proiettile sparato accidentalmente dalla sua pistola calibro 7,65 durante una collutazione con un giovane marocchino mentre stava compiendo una rapina alla sala scommesse Match Point ad Altopascio.
L’ultimo colpo. La polizia era sulle tracce dei due fratelli - il maggiore abita a San Cassiano a Vico - e aveva predisposto un piano per la loro cattura. Pedinati e intercettati Stefano e Rito Tangari, che agivano alla guida di una potente moto Suzuki 600 nera rubata a Borgo a Buggiano, sono caduti nella trappola predisposta dai questori Cracovia e Manzo e dai dirigenti delle squadre mobili Russo e Fusco sotto la direzione della procura di Lucca. Si è fermata quindi al market Ekom di Ponte all’Abate - proprio a pochi metri dalla farmacia Morganti presa di mira a fine agosto - l’avventura dei due rapinatori. I fratelli alle 19 sono entrati nel supermercato. Casco in testa hanno puntato la pistola contro una cassiera facendosi consegnare il denaro: all’incirca cinquemila euro. Pochi minuti e poi la fuga percorrendo la Pesciatina in direzione Lucca in sella alla potente moto.
La cattura. Gli investigatori lucchesi e pistoiesi soprattutto grazie ai filmati registrati nelle rapine alle farmacie di San Cassiano a Vico, Ponte all’Abate e Borgonuovo avevano indirizzato i loro sospetti verso i fratelli Tangari. Con la rapina alla Ekom è scattata l’operazione. I banditi in moto si sono fermati all’Hotel Country di Fontanuova di Gragnano dove avevano parcheggiato un’auto «pulita» proprio per far perdere le loro tracce. Hanno percorso una decina di chilometri e poi tra Lammari e San Pietro a Vico pattuglia in borghese e agenti in divisa hanno bloccato la macchina. Addosso sono stati rinvenuti i soldi che avevano appena sottratto dalle casse del supermarket di Ponte all’Abate. Oltre alle pistole utilizzate per il colpo: uno dei revolver non era una scacciacani, ma un’arma vera e perfettamente funzionante. I due sono stati arrestati e trasferiti al penitenziario di San Giorgio a disposizione del magistrato di turno Enrico Corucci.
Sospetti su altre rapine. Oltre alle rapine alle tre farmacie gli investigatori della Mobile sospettano che i due malviventi abbiano colpito anche alcuni distributori di carburante.
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