Il Tirreno

Lucca

Un canale nuovo per rendere sicura l’area di S. Filippo

di Fabrizio Tonelli
Un canale nuovo per rendere sicura l’area di S. Filippo

La sezione del Soccorso diventa sei volte più grande L’intervento lungo un chilometro completato entro l’anno

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LUCCA. Un nuovo canale del Soccorso lungo un chilometro con una portata di 3 metri cubi al secondo (rispetto allo 0,48 attuale). E’ quello che la Provincia sta realizzando a San Filippo con l’intento di mettere in sicurezza dal punto di vista idraulico l’area circostante il nuovo ospedale, soggetta ad allagamenti.

I lavori – affidati alla ditta Terra Uomini Ambiente - stanno procedendo nel tratto più complicato, ovvero l’attraversamento della via di Tiglio, che dovrebbe essere completato già entro la prossima settimana. Per concludere l’intervento e arrivare alla confluenza con l’Ozzoretto occorrerà però molto più tempo. «Speriamo di farcela entro la fine dell’anno – dice l’ingegner Gennarino Costabile, dirigente responsabile del settore difesa del suolo di palazzo Ducale – anche se il tempo contrattuale scade al 31 gennaio».

Quindi il giorno prima dell’apertura del nuovo ospedale.

«Abbiamo lavorato sodo – dice il presidente della Provincia Stefano Baccelli – per poter far partire questi lavori immediatamente e per completarli in tempo per l’avvio delle attività al San Luca. Questo non è l’unico intervento, altri saranno effettuati su canali minori dal Comune e dal Consorzio di bonifica».

Per la verità questi due enti devono ancora far partire i cantieri, ma l’auspicio è che i problemi burocratici possano essere risolti in tempi brevi. Basteranno queste opere a evitare che in caso di pioggia insistente, le abitazioni e i giardini di San Filippo si allaghino?

Baccelli non si sbilancia: «Non posso promettere che non succederà più nulla. Nel 2005 la situazione idraulica di quest’area è stata sottostimata e questo a prescindere dalla realizzazione del nuovo ospedale. Ci sono state ulteriori lottizzazioni che hanno comportato impermeabilizzazioni. Invece proprio alla luce della realizzazione del S. Luca bisognava evitare ulteriori costruzioni. E poi c’è un dato storico: per le acque bianche vengono utilizzati canali, fra cui quello del Soccorso, destinati invece all’utilizzo agricolo. Non credo che tutta la responsabilità delle esondazioni sia del nuovo ospedale, ma non posso dire che non ci saranno più problemi. D’altronde l’obiettivo di questi lavori non è quello di mettere in sicurezza tutta l’area, ma di non aggravare il rischio idraulico. Per la tutela piena del territorio andrebbe finanziato completamente il piano dell’autorità di bacino: ci vorrebbe 1 miliardo di euro».

Il presidente della Provincia sottolinea che lo studio per esempio prevede il rifacimento dei ponti di Ponte San Pietro e di Monte San Quirico, ma le risorse non sono mai state messe a disposizione. «Stiamo realizzando un nuovo ponte sul fiume anche per la sicurezza della città – aggiunge Baccelli - . Altrimenti se ci fosse un cedimento strutturale a Monte San Quirico non si saprebbe come attraversare il fiume».

L’intervento sul canale del Soccorso ha avuto un finanziamento ad hoc da parte della Regione, 835mila euro, proprio perchè legato alla sicurezza idraulica dell’area circostante il nuovo ospedale. Risorse ben più consistenti Palazzo Ducale ha investito negli ultimi anni in altri lavori, in particolari quelli che hanno interessato gli argini del Serchio.

«Dal 2009 - conclude Baccelli - abbiamo speso 15 milioni di euro ampliando e alzando gli argini nella zona dell’Oltreserchio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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