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Rapina in banca da 90mila euro ad opera della gang del trincetto
Due pendolari del crimine con un complice che li attende fuori su un’auto rubata poco prima minacciano due dipendenti e altrettanti clienti e in 40 minuti svuotano le casse. Svaniti nel nulla
LUCCA. Stavolta il colpo è di quelli che fanno rumore e frutta ai banditi - due pendolari del crimine non nuovi ad azioni simili - oltre 90mila euro. La coppia, con un complice ad attenderli fuori ed avvertirli nel caso dell’arrivo delle forze dell’ordine, tiene ostaggi per 40 minuti la direttrice della banca, la cassiera e due clienti. Giusto il tempo necessario per l’apertura della cassaforte temporizzata. Da lì prelevano 30mila euro mentre 60mila euro sono all’interno della cassa continua-bancomat appena caricata in vista dell’imminente week end. Le armi usate dai rapinatori? Niente pistole, fucili o armi da sparo. Due cutter facilmente occultabili nelle tasche e in grado di eludere metaldetector e bussole. Segno evidente che a compiere il colpo sono stati professionisti navigati con un ottimo basista in zona in grado di fornire le giuste coordinate e indicare più o meno la somma contenuta nella banca per quel fine settimana di inizio settembre. Tutto studiato quindi. Probabilmente anche la fuga con i malviventi che potrebbero essere già lontani forse fuori Toscana. Colpisce soprattutto la gestione dei quaranta minuti con dipendenti e clienti chiusi nel bagno e la possibilità che qualcuno potesse entrare per un prelievo o un versamento. Ma il palo sicuramente era pronto ad intervenire con un piano B.
I fatti. Sono le 15 quando all’agenzia dell’Arancio del Monte dei Paschi di Siena proprio di fronte alla pompa di benzina Conad e un passo dal supermercato di via Orzali entrano i due rapinatori. All’interno ci sono quattro persone tra dipendenti e clienti. Accento meridionale (campano o siciliano?), taglierino in pugno quello che sembra essere il capo ha il volto travisato con una calza da donna mentre l’altro non fa niente per mimetizzarsi e sfuggire alle riprese dell’impianto di video sorveglianza. Stavolta non si tratta di banditi che si accontentano del denaro che si trova nei cassetti. Puntano alla cassaforte temporizzata. Con decisione, ma senza torcere un capello a nessuno e usando pure un pizzico di ironia, fanno entrare in una stanza attigua all’ingresso dell’istituto di credito i quattro. E a quel punto con calma olimpica e perfettamente a loro agio attendono di poter entrare in azione e arraffare il denaro preparando i sacchetti.
Auto rubata. In mattinata al parcheggio dell’ospedale Campo di Marte avevano rubato una Fiat Punto bianca con la quale sono arrivati in via di Tiglio e con la quale sono ripartiti per fare poche centinaia di metri e cambiare nuovamente vettura. La polizia infatti ha ritrovato l’utilitaria nel parcheggio del supermarket. La scientifica ha effettuato già i rilievi nella speranza di trovare elementi utili ai fini investigativi. Ma non è facile: i rapinatori avevano i guanti.
L’allarme. Erano le 16 quando la direttrice si è liberata dallo stanzino e ha avvertito il 113. Sul posto la volante della polizia e in seconda battuta i carabinieri. È sorprendente come in una zona così transitata non vi siano testimoni all’esterno della banca che hanno notato movimenti anomali.
Luca Tronchetti
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