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Resta in carcere il pendolare del crimine

Resta in carcere il pendolare del crimine

Il gip convalida il fermo di polizia giudiziaria. Il fucile trovato in auto era stato rubato in Lucchesia

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LUCCA. Per sfuggire alla cattura aveva eluso due posti di blocco cercando d’investire i carabinieri per poi terminare la sua corsa a bordo di un’Alfa 156 rubata a Pontedera contro un albero e provare ancora a scappare a piedi nell’oscurità. Giovanni Oliverio, 34 anni, originario di Como, ma da un po’ tempo gravitante nell’hinterland di Pisa, resta in carcere. Lo ha stabilito il giudice delle indagini preliminari Alessandro Dal Torrione al termine dell’udienza di convalida tenutasi nella tarda mattinata di ieri nel penitenziario di San Giorgio. Oliverio, numerosi precedenti penali in materia di reati contro il patrimonio e non solo, nel corso dell’interrogatorio ha reso parziali ammissioni e non vi sono al momento i presupposti per una modifica della misura cautelare. Restano invece le accuse formulate dal sostituto procuratore Antonio Mariotti alle base del fermo di pg: resistenza a pubblico ufficiale, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, ricettazione e detenzione di sostanza stupefacente. Al momento il fascicolo rimane alla procura di Lucca salvo poi, in caso emergano nuovi elementi riconducibili a reati più gravi commessi altrove, essere inviato all’autorità requirente di competenza. Di certo c’è che sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri della Compagnia di Pisa, ma anche dei militari di Pontedera visto che monili, orologi da polso, cellulare e altri oggetti ritrovati nel bagagliaio dell’Alfa 156 semi distrutta dal malfattore nel corso dell’inseguimento notturno avvenuto tra San Giuliano Terme e Nozzano, per verificare se la merce rinvenuta è stata sottratta da abitazioni della provincia di Pisa. Oliverio potrebbe far parte di una gang che agisce in un vasto territorio che va Pisa arriva a Lucca. Lui però nega ogni coinvolgimento con altre persone. Quello che ha fatto lo ha fatto da solo senza l’aiuto di nessuno. Nella macchina rubata c’era anche un sovrapposto calibro 12 che gli inquirenti pensano possa essere uno dei fucili mancanti (ne erano stati recuperati 29 su 35 rubati) sottratti ad inizio agosto dalla villa di un imprenditore della Lucchesia. (l.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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