Il presidio
Ponte di Argigliano Dopo due mesi lavori ancora al palo
Danneggiato dal sisma, mette in difficoltà le aziende E il cantiere, quando aprirà, starà aperto per molti mesi
MINUCCIANO. Dal terremoto del 21 giugno sono ormai passati oltre due mesi. Eppure ancora niente si muove sul fronte dei lavori sul ponte ferroviario che collega Minucciano alla Lunigiana.
Un ponte che, danneggiato dalle continue scosse, è a mezzo servizio per quanto riguarda la possibilità di far passare convogli merci. E così rischia di mettere in seria difficoltà l’indotto dei granulati, che ruota attorno alla società Migra.
Nella giornata dell’altro ieri sono andate sul posto per un sopralluogo la quinta e sesta commissione della Provincia, presiedute rispettivamente da Isaliana Lazzarini e da Eugenio Tersitti. Proprio quest’ltimo, nell’ultima seduta del consiglio provinciale, aveva presentato una mozione (approvata) per sensibilizzare l’assemblea sulla questione.
«Nella nostra visita ci siamo concentrati - spiega Tersitti - sui risconti e le criticità che il sisma ha evidenziato sul sistema del trasporto viario e ferroviaio, con particolare attenzione agli aspetti commerciali, con una visita alla Migra che utilizza, attraverso lo scalo merci di Minucciano, la linea Lucca-Aulla per il trasporto».
Trasporto che giocoforza negli ultimi due mesi è dovuto andare avanti a scartamento ridotto: dal normale convoglio di 26 vagoni che quotidianamente transitava sul ponte si è passato a un treno dimezzato, che può procedere anche grazie a speciali sensori piazzati sulle rotaie.
Ma è chiaro che questo non può che essere, come ricorda anche Tersitti a nome delle commissioni, una soluzione provvisoria. Il problema, però, è che Rfi - con il quale è stato firmato un accordo - non ha ancora indicato una data per l’inizio dei cantieri. E - secondo punto di difficoltà - i lavori saranno complessi e lunghi: si prevede un ponte chiuso almeno per 6-7 mesi. «I lavori - commenta Tersitti - dovranno essere realizzati nel minor tempo possibile per non mettere in difficoltà l’azienda che tra diretti e indotto impiega almeno 50 persone».
Durante questo periodo di chiusura sarà dunque necessario trovare un’alternativa per il trasporto delle merci. E le due opzioni attualmente sul tavolo presentano difficoltà: il trasporto su gomma, infatti, ingolferebbe le strade. Mentre quello su rotaia verso Lucca si scontra con una linea che ha più di un problema a sopportare carichi del genere, ad esempio al ponte di Villetta.
«Ringraziamo della disponibilità- chiude infine Tersitti - l’ad della Migra Antonio Petti e il presidente Loriano Canini, che hanno assistito nel corso del sopralluogo le commissioni facendo visitare l’azienda e lo scalo».
Luca Cinotti
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