«Ha rischiato di perdere un occhio»
Parlano i gestori del pub Caffè Ristretto che hanno soccorso il giovane ferito al volto con i cocci di una bottiglia di vetro
LUCCA. Un’aggressione premeditata. Quasi una sorta di rito di iniziazione per giovani di estrema destra - alcuni dei quali minorenni - che ha rischiato di trasformarsi in tragedia. Perché i cocci taglienti della bottiglia rotta hanno aperto la faccia di Silvio Lucchesi, 22 anni, un giovane che frequenta il gruppo Torpedo, provocando uno squarcio suturato con 15 punti dallo zigomo dell’occhio sinistro sino al labbro. Un centimetro più in là e si sarebbe ripetuto quando accadde tre anni fa alla birreria Bruton di S. Cassiano di Moriano quando Sasha Lazzareschi, un tranquillo avventore, perse un occhio a causa del lancio di bicchieri e altri oggetti opera di tre estremisti facenti parte del gruppo ultras dei Bulldog. Mario Lazzareschi, 60 anni, barman e anima del bar-pub Caffè Ristretto in via S. Giorgio era al suo posto di lavoro assieme alla titolare Simona Bianucci quando appena fuori dal locale si è scatenato l’inferno. Sono loro a ricostruire i momenti immediatamente successivi al ferimento del giovane.
Premeditazione. Il barman pare sicuro: quei 4-5 giovani con le teste rasate e vestiti allo stessa modo il giorno precedente la Notte Bianca sono passati dal pub. «Sì. - racconta - li ho visti venerdì sera. E tre-quattro ore prima dell’aggressione abbiamo notato due gruppetti di giovani che si posizionavano nel Fillungo all’altezza di via del Moro e in via San Giorgio. Sono rimasti lì alcuni minuti e poi si sono dispersi tra la folla. Ripensandoci dopo sembrava che studiassero una manovra di accerchiamento come se avessero premeditato un’azione contro quei ragazzi del gruppo Torpedo che si trovavano fuori dal nostro locale. Ci tengo a dire che il Caffé Ristretto non è un punto di ritrovo della sinistra, come abbiamo letto su qualche organo d’informazione, da noi vengono giovani e meno giovani di tutte le estrazioni sociali».
Bottiglia rotta. All’una e cinquanta l’assalto. «Mi ricordo bene l’orario - racconta la titolare - perché stavo scaldando una focaccia e ho guardato l’orologio. Ho sentito come rompere un vetro e pochi secondi dopo un urlo. Lì per lì credevo che avessero sfondato la vetrata del negozio di fronte». L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che l’autore dell’aggressione abbia prima spaccato la bottiglia di vetro e, impugnatala dal collo, abbia colpito in volto il giovane sfregiandolo. «Sono stato io a soccorrerlo per primo portandogli in bagno del cotone per tamponare la ferita - prosegue il barman -. Aveva uno squarcio sulla mandibola sinistra e perdeva molto sangue. La ferita va dallo zigomo alle labbra. Abbiamo chiamato il 118 e i carabinieri che sono arrivati subito».
Bicicletta come arma di difesa. Lazzareschi era dentro al bar e stava preparando un cocktail al momento dell’agguato e quando ha sentito le urla si è precipitato fuori dal locale: «L’unica cosa che ho visto è uno degli estremisti che fuggiva verso via Fillungo con una bicicletta che teneva con le due mani pronto a scaraventarla addosso a chi lo seguiva. Ero troppo lontano per poter dare una descrizione della persona alla forze dell’ordine. Mi ha colpito però l’atteggiamento di alcuni ragazzi coetanei di Silvio. Dopo l’aggressione gridavano di voler vendicare l’amico e uno è entrato dentro il locale per prendere un bidone della spazzatura e usarlo contro le teste rasate. Poi quando sono arrivati, a tempo di record, i carabinieri, alle prime domande ricevute non solo erano evasivi sugli estremisti entrati in azione, ma fingevano di non conoscere il ferito tanto che anch’io mi sono arrabbiato e li ho invitati a collaborare».
Guerriglia urbana. La logica perversa e pericolosa della giustizia da strada è il timore fondato degli inquirenti che, almeno nelle prime 24 ore, non hanno avuto la collaborazione che si attendevano dalla dozzina di testimoni che si trovavano nella zona quando si è scatenato l’inferno. Stasera alle 18 alle Madonne Bianche ci sarà un incontro organizzato dal gruppo Torpedo con la partecipazione del ragazzo ferito. Intanto carabinieri e digos hanno depositato la prima informativa in procura. Le indagini vanno avanti e gli inquirenti stanno vagliando le immagini di alcune telecamere di esercizi commerciali e banche della zona. L’impressione è che il commando di estrema destra e soprattutto l’autore dell’agguato siano già stati individuati.
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