Il Tirreno

Lucca

Benabbio rivuole il suo teatro «Dateci una mano»

di Chiara Lammari
Benabbio rivuole il suo teatro «Dateci una mano»

Il paese pronto a finanziare parte dei lavori necessari Ora si spera nell’aiuto degli enti e delle fondazioni

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BENABBIO. Varcare la soglia del Teatro Eden di Benabbio è come catapultarsi in un’altra epoca. La vecchia sala, i palchetti decorati dagli stemmi di paese, lo spazioso palco, i grandi lampadari, il caminetto e tante, tantissime foto a testimonianza del tempo che fu.

Un passato ancora vivo nei ricordi degli anziani che affollavano quel piccolo gioiello e che potrebbe in parte rivivere se solo si trovassero i fondi necessari a pagare l’opera di ristrutturazione. Indispensabile il consolidamento, l’impermeabilizzazione ed il rifacimento della copertura del tetto nonché una serie di interventi interni legati alla manutenzione. Costo totale dei lavori 118mila euro che in parte potrebbero essere reperiti attraverso una fondazione bancaria se il paese dimostrasse di poter far fronte ad una porzione della spesa complessiva.

«Un’occasione unica, da non perdere assolutamente!» dicono i cittadini di Benabbio che si sono rivolti anche all’amministrazione comunale sperando di ottenere una quota della cifra necessaria. «Il paese è storicamente legato al Teatro Eden, per decenni vero centro nevralgico della frazione – afferma Massimo Michelini, presidente dell’associazione musicale “La Filarmonica”, attuale responsabile dello stabile –. Un tempo vi venivano realizzate commedie e spettacoli, poi si è passati ad attività musicali. La banda di Benabbio, conosciuta in tutta la Valle del Serchio, si esercitava proprio lì».

L’idea alla base dell’opera di ristrutturazione – prosegue Michelini – «è quella di ricreare un centro d’aggregazione per tutto il paese da sfruttare a fini sociali e culturali, specialmente nei mesi invernali. Il rinnovato Eden potrebbe divenire sede di diverse attività anche formative e vi si potrebbe organizzare persino qualcosa per riavvicinare i giovani alla recitazione. Questa è l’occasione per salvare dall’oblio una fetta importante della nostra storia». E parlando con gli abitanti più anziani, con coloro che quella storia l’hanno vissuta in prima persona, si capisce quanto il Teatro fosse importante per la tutta comunità: «Non potete nemmeno immaginare cosa fosse l’Eden, o meglio “Il Puntello”, così some lo chiamavano una volta – spiega Eugenio Contrucci –. Dovete sapere, infatti, che ad inizio ‘900 lo stabile era davvero affollatissimo durante le serate di ballo. Perciò per paura che i palchetti cedessero sotto il peso degli avventori li avevano tutti puntellati. Solo nel 1938 fu avviata un’opera di restauro e rinforzo permanente a cui ne seguirono altre nei decenni successivi».

«Che feste! Che serate! – prosegue Contrucci, rapito dai ricordi – Eventi che oggi sono inimmaginabili. Venivano a piedi da tutti i paesi di Bagni di Lucca. C’era tanta miseria all’epoca ma “Il Puntello” sapeva tirarci su. Ci preparavamo con il vestito scuro, le ragazze con l’abito lungo e poi tutti a ballare la quadriglia, evento clou di ogni serata danzante». «Il Teatro per molto tempo è stato legato solo alla filodrammatica – racconta Eugenio – poi è passato alla filarmonica. Ricordo nitidamente i tempi del dopoguerra: la banda (di cui si hanno già notizie nel 1878) con la fine del conflitto riprese vigore e tutti i giovani andavano al teatro per imparare uno strumento. Avevamo persino un maestro del conservatorio e con lui ci spostavamo per suonare in decine di eventi paesani: al festone di Crasciana prendevamo parte per tre giorni consecutivi. Figurarsi che con la banda arrivammo a contare ben 50 elementi. Capite cosa ruotava intorno al Puntello? Era il nostro centro! E poi la festa di Carnevale: 5 giorni di baldoria, di maschere, di scherzi, di divertimento, di recite, di tradizioni!».

Il teatro andato a fuoco nel corso degli anni ottanta fu ristrutturato poco dopo ma presto chiuso al pubblico per una serie di prescrizioni che ne determinarono l’inagibilità. Ora tutte le associazioni del paese stanno collaborando affinché l’Eden torni a rivivere, un piccolo sforzo delle istituzioni e sarebbe cosa fatta. Che gli abitanti di Benabbio riescano nell’impresa?

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