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Lucca

Ferito a bottigliate caccia all’uomo in città

Ferito a bottigliate caccia all’uomo in città

Giovane aggredito fuori di un bar, si sospetta un’azione di matrice politica Polizia e carabinieri fanno fatica a sedare gli scontri tra opposte fazioni

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LUCCA. Ancora l’alcol al centro di un grave episodio di violenza avvenuto in centro durante la Notte Bianca. Questa volta gli inquirenti temono che l’azione nei confronti di un giovane di 22 anni sia stata architettata per ragioni di natura politica e l’abuso di alcol sia solo un pretesto. L’ombra di un’aggressione opera di irriducibili di estrema destra sembra stagliarsi su una vicenda dai contorni non ancora chiari. Di certo c’è che Silvio Lucchesi, 22 anni, lucchese, che fa parte del gruppo Torpedo (i ragazzi che hanno rimesso a nuovo l’area delle Madonne Bianche), poco prima delle 2 di notte è stato ferito da un coetaneo che gli ha rotto una bottiglia di vetro procurandogli uno squarcio in faccia mentre si trovava, assieme agli amici, fuori dal pub Caffé Ristretto all’angolo tra via Fillungo e via San Giorgio. Un gesto opera di una sola persona? Pare di no, se è vero come dicono alcuni testimoni - Digos e carabinieri in queste ore stanno effettuando verifiche - che un istante prima l’aggressore era assieme ad altri tre conoscenti che dalla descrizione fornita sfoggiavano un abbigliamento e un look riconducibile all’estrema destra. A scatenare la violenza sarebbe stato uno sguardo rivolto dal giovane del gruppo Torpedo all’autore dell’aggressione. E dopo la follia la fuga dei quattro tra la folla. Lucchesi è stato subito soccorso dagli amici che hanno telefonato al 118. Un’ambulanza ha quindi portato il ragazzo al pronto soccorso: se la caverà in una settimana, ha riportato una ferita al volto suturata con 15 punti.

Momenti di tensione. La situazione senza l’intervento provvidenziale della Digos e dei carabinieri ha rischiato davvero di degenerare e provocando altri e più gravi scontri. Perché appena si è diffusa la voce del pestaggio un nutrito gruppo di giovani degli ambienti della sinistra (poi ridottosi a una decina) si è diretto verso il pub Old City in Corso Garibaldi, ritenuto un punto di ritrovo degli antagonisti politici, con intenzioni tutt’altro che pacifiche. L’imminente scontro fisico è stato sventato per un pelo e non senza difficoltà da una quindicina tra poliziotti e carabinieri alcuni nei paraggi e altri giunti appositamente per evitare il contatto tra i due gruppi. Soltanto verso le 3 la situazione è tornata normale. Ma il malessere è crescente e radicato e serve un intervento deciso per impedire una recrudescenza delle violenze come quelle avvenute nel periodo che va dalla fine del 2005 alla fine del 2007 a cui posero fine l’arresto di Palmeri e di alcuni esponenti del gruppo ultras dei Bulldog. Oggi il primo è ancora detenuto in carcere e oltre l’80% degli altri hanno abbandonato le azioni violente di matrice politica.

Le indagini. Il dottor Simone Scalzo (capo della Digos) e il capitano Lorenzo Angioni (comandante del radiomobile) per tutta la giornata di ieri hanno ascoltato decine di testimoni cercando di valutarne l’attendibilità e l’effettiva presenza al momento dell’aggressione. È in corso un identikit del giovane con la testa rasata e vestito di nero che ha spaccato la bottiglia di vetro sulla faccia di Lucchesi. Gli inquirenti stamani informeranno il magistrato di turno Fabio Origlio depositando una prima relazione. C’è fiducia sull’individuazione del responsabile anche se l’assenza totale di telecamere in centro storico (solo una in piazza S. Michele è funzionante) rende più complicati certi riscontri.

Nuovi pestaggi. È finito dopo le 21,30 un incontro alle Madonne Bianche dei giovani del centro Torpedo che hanno discusso su quanto accaduto l’altra notte in centro storico. In una nota diffusa a firma del movimento Antifascisti Lucchesi denunciano nella notte altri due tentativi di aggressione da parte di «macchine di squadristi» che avrebbero atteso sotto casa con cinghie e bastoni due giovani di sinistra «riusciti a scampare all’agguato con uno di loro costretto ad andare al pronto soccorso per una crisi respiratoria causata dalla paura e con l’auto danneggiata».Una denuncia al vaglio delle forze dell’ordine.

Luca Tronchetti

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