Il Tirreno

Lucca

Scuola, una stangata da mille euro

di Nadia Davini

In forte aumento la spesa per i libri e il corredo degli studenti che tornano sui banchi. Tetti aggirati coi testi facoltativi

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LUCCA. Studiare costa caro. Più di mille euro è la cifra che in media si spende, soltanto per procurarsi i libri di testo, nei cinque anni di scuole superiori. Trecento euro l'anno, euro più euro meno, dal liceo classico allo scientifico, passando per le scienze umane, il linguistico e gli istituti tecnici. A cominciare dalle medie fino all'università, il capitolo libri è tra le voci che più affliggono le tasche dei ragazzi e quelle delle loro famiglie. Nella scuola, puntuale come la campanella di inizio anno scolastico, il salasso arriva a settembre. Per l’anno scolastico 2013/14 il costo della spesa libraria è stato fissato dai decreti del Miur: alle medie si va dal tetto di 294 euro in prima, ai 117 euro in seconda fino ai 132 in terza; per le superiori l’importo varia a seconda dell’istituto, la dotazione dei testi del primo anno possono arrivare a 299 euro negli istituti professionali, 320 in quelli tecnici così come al liceo scientifico, per il linguistico e il classico si possono spendere sino a 335 euro. Ma puntualmente capita che si sfori, pagando più di quanto indicato dal tetto ministeriale. A lanciare l'allarme sul caro libri ci ha già pensato in questi giorni il Codacons, che parla di ennesima stangata per le famiglie italiane. Secondo le prime rilevazioni, infatti, mentre l'aumento del corredo scolastico si attesta al 3,5 per cento, la spesa media di una famiglia per l'acquisto dei libri sale del 5 per cento, oltre tre volte quanto previsto dai tetti del Ministero dell'Istruzione che ha stabilito l'incremento dei prezzi di copertina in misura pari al tasso di inflazione programmata, ossia dell’1,5%. L’aumento del 5% stimato dall'associazione dei consumatori si riferisce non al prezzo di copertina di un singolo libro ma all’incremento di spesa di una famiglia che comprende i libri obbligatori e di quelli consigliati. Che dovrebbero essere senza vincolo di acquisto, ma che nella realtà facoltativi non lo sono affatto.

«Sono già diversi anni che va avanti questa pratica dei libri facoltativi – spiegano i ragazzi del mercatino dei libri usati con sede al Cantiere Giovani – Nei fatti succede questo: le scuole pubblicano le liste dei libri, indicandone alcuni in grassetto come “facoltativi”, quindi senza obbligo di acquisto. Così formalmente i tetti ministeriali vengono rispettati, anche se nella sostanza non è così. I testi facoltativi, infatti, sono utilizzati a tutti gli effetti dall'insegnante che fa riferimento a quel manuale indicato sulla lista dei libri (e non a un'altra edizione, magari precedente o diversa) per spiegare e assegnare gli esercizi. Le stesse famiglie che vengono al mercatino ci chiedono chiarimenti rispetto ai libri facoltativi, soprattutto per sapere se c'è la possibilità di non acquistarli e, quindi, di risparmiare. Ma come si fa a mettere opzionale “I Promessi Sposi” al secondo anno del Liceo Classico? Oppure un vocabolario di greco? Oppure il libro di italiano?». Così al “Machiavelli” che, per il primo anno, rientra nel tetto ministeriale (335 euro), ma segna come facoltativo un manuale da 37 euro che, se conteggiato nella lista, farebbe superare l'indicazione del Ministero. Idem per il secondo anno del Liceo delle scienze umane o per il terzo anno del Classico (423 euro di spesa contro un tetto ministeriale che si ferma a 382 euro). «Il problema vero dei libri di testo – spiega Federico del mercatino – è la breve durata di vita. Un manuale delle superiori vive per cinque, sei anni al massimo, dopodiché viene pubblicata una nuova edizione, costringendo le famiglie (magari quelle che hanno figli, amici o parenti che frequentano o hanno frequentato la stessa scuola) a ricomprare i volumi. Quelli di inglese, poi, vengono rinnovati ogni due, tre anni. In media a ogni fine di ciclo, che va, per esempio, dalla prima alla terza superiore, si verifica un cambio. E il cambio non corrisponde quasi mai all'acquisizione di un volume diverso dal precedente, ma alla nuova edizione dello stesso manuale». Insomma, nuovo anno e problemi vecchi. E come i genitori sanno, in molti casi, col suono di inizio, ci sarà da portare la carta igienica da casa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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