Il Tirreno

Lucca

Sparano in farmacia per fare una rapina

di Domenico Tani
Sparano in farmacia per fare una rapina

Assalto di due banditi alla “Lunardi” a San Cassiano a Vico. Colpo contro il soffitto per intimorire personale e clienti

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LUCCA. Terrore in farmacia. Attività del genere solitamente vengono prese d’assalto da delinquenti di piccolo calibro armati di trincetti o siringhe. Stavolta no. Stavolta si è sfiorata la tragedia perché a fare irruzione intorno a mezzogiorno nella farmacia Lunardi a San Cassiano a Vico sono stati due banditi che hanno esploso un colpo di pistola per intimorire i presenti: il proiettile ha colpito il soffitto.

Con il volo coperto da caschi da motociclista, guanti in lattice e armati di due pistole di grosso calibro, i malviventi hanno intimato di consegnare l’incasso. C’è stato un attimo di smarrimento e allora quello che sembrava il capo ha alzato il braccio e pistola in pugno ha esploso un colpo.

Il proiettile si è conficcato nel soffitto, dove ora c’è un grosso foro, rimbalzando sulla canaletta della luce. Da qui è scivolato tra le medicine degli scaffali. Sono stati momenti di grande paura, ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

Nel trambusto generale il bandito con il palmo della mano ha dato un colpo sul registratore di cassa e una volta aperto il cassetto ha afferrato tutte le banconote che ha infilato in un sacchetto. Il bottino è da quantificare.

I due si sono fuggiti in sella ad una potente moto. La polizia ha appurato che era stata rubata a Pistoia il 5 giugno scorso. Scattato l’allarme al 113, è entrato in funzione lo speciale dispositivo anti rapina e nel giro di pochi minuti su tutte le strade di maggior scorrimento sono stati istituiti posti di controllo di polizia e carabinieri, mentre da Pisa è stato fatto alzare in volo l’elicottero dell’Arma.

A San Cassiano a Vico sono arrivate diverse volanti della polizia guidate dal vicario Leonardo Leone, uomini della squadra scientifica e pattuglie dei carabinieri, ma fino a tarda sera dei due malviventi nessuna traccia.

«Mi trovavo nella farmacia per presentare alcuni prodotti – racconta una signora che fa la rappresentante - quando ho visto entrare due giovani con in testa il casco da motociclista. Uno si è fermato sulla porta mentre l’altro si è avvicinato al bancone dicendo che si trattava di una rapina. Parlava senza tradire alcuna inflessione dialettale. Sicuramente erano italiani. Ho pensato si trattasse di uno scherzo, ma quando ha sparato quel colpo contro il soffitto ho capito che facevano sul serio».

In quel momento in farmacia c’erano cinque dipendenti e 5 o 6 clienti e tutto si è risolto nel migliore dei modi anche grazie al sangue freddo e alla convincente e cordiale dialettica del dottor Cristian Pierami. Il farmacista si è avvicinato a quello che sembrava il capo, invitandolo a mantenere la calma e allo stesso tempo invitandolo ad andarsene. Forse il bandito non era soddisfatto dal magro bottino, ma Pierami ha continuato a parlargli e passo dopo passo, camminando al suo fianco lo ha accompagnato fino alla porta sempre cercando di rassicuralo e al tempo stesso mantenendolo calmo. Una mediazione che è stata apprezzata sia dagli altri colleghi che dai clienti e che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti. Dalle prime indagini degli investigatori della polizia e dagli uomini della squadra scientifica il bandito che ha sparato impugnava una pistola 357 magnum. Un’arma con una potenza di perforazione micidiale, capace di uccidere o ferire gravemente una persona. L’altro bandito sembra impugnasse una semi automatica. Due armi che fanno pensare che ad agire siano stati due professionisti, forse provenienti da qualche provincia limitrofa. Gli inquirenti nel pomeriggio hanno raccolto le testimonianze di tutti i dipendenti e dei clienti che si trovavano in farmacia al momento della rapina. Gli uomini della squadra scientifica hanno lavorato tutta la giornata per fare rilievi e fotografie alla ricerca di eventuali tracce lasciate dai due malviventi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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