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Lucca

Mura, i parapetti sono pericolosi

Mura, i parapetti sono pericolosi

Italia Nostra: «Sono diventati cigli erbosi, ma basta un restauro per garantire la sicurezza»

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LUCCA. Niente assurde misure di protezione. Per rendere sicure le Mura, argomento d’attualità dopo il volo nel vuoto di un bimbo belga di sette anni che per una serie di fortunate coincidenze se l’è cavata con tanta paura e alcune ferite, occorre riportate i parapetti alal loro condizione originaria.

È quanto sostiene il presidente di Italia Nostra, l’architetto Roberto Mannocci.

«Ora si stanno inseguendo (come al solito) voci insensate e allarmate proposte e sollecitazioni sulla necessità di “mettere in sicurezza” il monumento e dalle “saccenze locali sicuramente spunteranno come funghi i rimedi: fili spinati, transenne rustiche in tronchi di legno o transenne metalliche in stile liberty o di asciutta tecnologia, catenelle tintinnanti, raggi luminosi, scosse elettriche a basso voltaggio e tutto quanto le nuove tecnologie sono in grado di proporre... I cartelli che attestano e avvisano sulla pericolosità di certi atteggiamenti ci sono e speriamo che siano tradotti correttamente nelle più popolari lingue straniere - dice Mannocci -. Verso volontà incoscienti di qualcuno non possiamo fare assolutamente nulla. Nessun ulteriore orpello ostativo può essere aggiunto per motivi conservativi ai parapetti monumentali che già svolgono la loro funzione di evidente monito/ostacolo. Ma bisogna essere coscienti che non sempre i parapetti, a causa della scarsissima manutenzione, riescono a svolgere questa loro funzione ostativa (anche se l’incidente è accaduto in ambito non interessato da questa carenza)».

Italia Nostra ha più volte suggerito negli anni passati sia all’amministrazione comunale che alla soprintendenza che all’Opera delle Mura una soluzione.

«I parapetti che costeggiano il perimetro esterno della passeggiata e dei baluardi troppo spesso, per incuria, non sono più parapetti, ma si sono trasformati in semplici cigli erbosi. Questo si verifica ove i parapetti sono costituiti solo da terra sul loro fronte interno. Eventi atmosferici e la frequentazione continua dell’uomo hanno fatto sì che questo fronte terrato molto spesso sia crollato e che la terra così caduta abbia comportato un innalzamento del piano di calpestio formando una sorta di rampe che finiscono per invitare e favorire la salita sul piano in quota degli stessi parapetti. La cosa è principalmente evidente in quasi tutti i baluardi e lungo le cortine che dal Baluardo S. Martino a nord vanno verso est. Orbene riportare questi parapetti al loro stato originario e di sicurezza significa riportare il loro fronte interno terrato in posizione verticale usando le tecniche di stabilizzazione già positivamente sperimentate nel baluardo S. Donato. In questo modo (attraverso una semplice opera di restauro/manutenzione) si impedisce di fatto l’incosciente accesso ad un’area pericolosa, tutelando in primis i bambini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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