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Fusione, Pescaglia chiede la revoca del referendum

Fusione, Pescaglia chiede la revoca del referendum

Il sindaco Baldassari all’amministrazione di Borgo: «Sono degli arroganti, non abituati alla democrazia»

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PESCAGLIA. È guerra tra il Comune di Pescaglia e quello di Borgo a Mozzano. Il sindaco di Pescaglia Lando Baldassari attacca l’amministrazione borghigiana, accusandola di essere «arrogante con i cittadini di Pescaglia» nella vicenda della fusione tra i due comuni, voluta solo da Borgo a Mozzano e ormai chiaramente osteggiata da tutto il consiglio comunale di Pescaglia.

«Da parte nostra non c’è stato alcun dietrofront e nessuna marcia indietro – afferma il Cavaliere di gran croce Lando Baldassari -. Già in consiglio comunale del 6 luglio, veniva chiaramente precisato che lo scopo della delibera consisteva nell’avvio di una verifica circa la sussistenza delle condizioni per procedere alla fusione dei comuni, iniziando dalle consultazioni e dai processi partecipativi, e ciò nel rispetto della legge regionale 27 dicembre 2011 che all’articolo 62 dispone “Nella richiesta, i comuni evidenziano le consultazioni e i processi partecipativi svolti sulla proposta di fusione e i loro esiti”».

Avviata la verifica – puntualizza Baldassari - «è apparso subito evidente l’insussistenza di tali condizioni. Prima che il consiglio regionale si riunisse per adottare il provvedimento di competenza, il presidente del consiglio regionale, i capigruppo in consiglio regionale e alcuni consiglieri sono stati informati della nuova situazione che si era determinata. Era lecito attendersi che il consiglio regionale si astenesse dall’adottare qualsiasi provvedimento come formalmente richiesto in data 20 luglio 2013. Così non è stato – afferma rammaricato il sindaco – quindi il consiglio comunale ha dovuto adottare la deliberazione di revoca della precedente deliberazione, eliminando ogni possibilità che venisse indetto il referendum. Abbiamo quindi presentato in data 30 luglio 2013, formale richiesta al presidente della giunta regionale chiedendo di non procedere ad indire il referendum che comporterebbe un inutile sperpero di denaro pubblico. Se nonostante il buon senso e la legge suggerissero il contrario, il referendum è stato indetto e noi siamo pronti ad affrontare tale prova nella certezza che la popolazione si pronuncerà contro la fusione. Tuttavia insisteremo con la Regione Toscana affinché venga revocato il decreto presidenziale con il quale è stato indetto il referendum, confortati da numerosi pareri giuridici tutti concordi nella possibilità e legittimità della revoca».

Baldassari spiega che Pescaglia non accetta «ricatti di alcun genere, che appaiono come espressione di forte arroganza di chi crede di potere essere decisivo mentre, invece, conta poco. Facciamo politica da tanti anni e facciamo fatica a discutere con chi non è abituato a percorsi democratici. Facciamo l’esempio della proposta di legge presentata alla Regione: appare evidente come sia necessario fissare dei paletti a garanzia del comune più piccolo. Invito chiunque sia interessato a prendere visione della proposta di legge, predisposta dal Comune di Borgo a Mozzano e potrà scoprire come tutto sia concentrato nel Comune di Borgo a Mozzano e per il Comune di Pescaglia nemmeno le briciole».

Luca Meconi

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