Il Tirreno

Lucca

E a palazzo Pfanner rivive l’amore di Maria

di Rossella Lucchesi
E a palazzo Pfanner rivive l’amore di Maria

Due attori daranno vita alla storia della nobildonna della famiglia Trenta e di Federico di Danimarca

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LUCCA. La tormentata storia d’amore tra il principe Federico di Danimarca e la nobildonna lucchese Maria Maddalena Trenta rivivrà sabato 24 agosto, durante la Notte bianca, a palazzo Pfanner.

Proprio qui ebbero inizio i fatti che cambiarono radicalmente il destino degli sfortunati protagonisti, nei cui panni si caleranno due bravi attori lucchesi che, insieme a un’esperta guida turistica, accompagneranno i visitatori in un emozionante viaggio tra il XVII e il XVIII secolo.

Un evento-spettacolo in costume che sicuramente farà parlare di sé, suscitando la curiosità di molti lucchesi che forse non conoscono le vicende della fanciulla triste che sacrificò la vita per amore.

Siamo nel 1692 quando, approfittando di un viaggio in Italia, il futuro re di Danimarca e Norvegia viene in visita nella Repubblica di Lucca ospite per alcuni giorni, della famiglia Trenta nell’attuale palazzo Pfanner dove, durante una festa in suo onore, incontra la bella Maria Maddalena, sua coetanea. Fu amore a prima vista, ma la loro storia finì ancor prima di cominciare, ostacolata da motivi dinastici e religiosi. L’erede al trono di una delle corone più importanti d’Europa non poteva certo sposare una qualunque nobildonna. Per lo più cattolica, mentre il futuro re era di fede luterana. La ragion di Stato ebbe dunque la meglio e lui fu costretto a sposare la principessa predestinata, mentre per Maddalena, promessa sposa a un giovane che la ripudiò, si aprirono le porte del convento.

Era il 1693 quando, a soli 23 anni, la ragazza prese i voti con il nome di Maria Maddalena Teresa nel convento carmelitano di Santa Maria degli Angeli a Firenze, dove rimase fino alla morte, avvenuta nel 1740 a settant’anni. In realtà un sottile fil rouge tenne legati i due mancati amanti per tutta la vita.

Documenti autentici certificano infatti alcune visite in incognito di re Federico IV al convento dove, dietro, lauti compensi ottenne alcuni colloqui dei quali non si conosce il contenuto. Che, potrebbe essere svelato dai suoi diari segreti, scritti in tedesco antico. Si sa per certo che Suor Teresa rifiutò il dono di un ritratto del re che rimandò indietro accompagnato da una croce d’argento che Federico portò sempre con sé e volle anche sul letto di morte.

Una storia struggente che si potrà rivivere alle 18.30 e alle 20.00 di sabato mediante prenotazione a Itinera o direttamente a palazzo Pfanner seguita da un aperitivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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