Il presidio
Si scusano gli autori del raid in città
Identificati i due compagni dei giovani già denunciati: vogliono risarcire i danni. Al vaglio la posizione del gestore di un pub
LUCCA. I vandali si arrendono, si scusano e si dicono pronti a risarcire i danni arrecati durante la notte brava alle auto in sosta nel centro cittadino. Dopo i due diciottenni, sorpresi e denunciati dalla polizia alle 2 di notte tra sabato e domenica con l’accusa di danneggiamento aggravato e ubriachezza molesta, altri due amici-coetanei sono stati individuati a 48 ore dal grave episodio di teppismo per danneggiamenti a tre auto in sosta. Adesso il quartetto è completo. Sobrio e consapevole di aver trasformato una festa di compleanno in un’ignobile gazzarra con inutili schiamazzi notturni, calci inferti alle saracinesche chiuse dei negozi, cestini dei rifiuti rovesciati e specchietti delle auto divelti. Adolescenti come tanti con i loro problemi, le loro inquietudini e i mille dubbi per un futuro incerto e nebuloso trasformati in piccoli teppisti di strada da un «mostro» capace di trasformare dei «bravi ragazzi» in «vandali della notte»: l’alcol.
La confessione. Un eccesso di superalcolici è alla base del raid in centro storico. I quattro amici nati nel 1995 sabato sera dopo aver festeggiato in un ristorante di via Fillungo il compleanno di uno di loro stappando diverse bottiglie di vino continuano la serata, euforici e barcollanti, in un altro locale lì vicino per continuare la festa. Uno di loro racconta alla polizia di aver bevuto alcune birre e «uno di quei super alcolici che si incendiano». Un altro ha precisato di averne bevuto almeno tre prima di lasciare il locale. Un terzo riferisce che, dopo quelle bevute, è salito sul cofano di una vettura parcheggiata in una via del centro storico. Completamente fuori di testa e non più in grado di controllarsi.
Le strade si dividono. Due di loro - tra cui un ragazzo biondo con il fisico palestrato che girava a torso nudo - vengono bloccati e identificati da una volante dopo le segnalazioni di alcuni abitanti di via S. Croce e di via Guinigi. Basta poco agli agenti per appurare che hanno alzato il gomito e che, pochi istanti prima, hanno spaccato gli specchietti retrovisori di una Nissan Micra e di un’Alfa Romeo. Portati in questura dopo essere stati rilasciati tornano a casa e contattano gli altri due - che nel frattempo avevano danneggiato tre macchine parcheggiate in città - prendendo a poco a poco (smaltiti i fumi dell’alcol) consapevolezza delle loro gesta scellerate. Così nel pomeriggio di domenica ritornano sui loro passi per individuare i danneggiati e proporsi per il risarcimento dei danni. Consapevoli che dovranno affrontare un processo penale e di cosa sarebbe potuto accadere se si fossero messi in quello stato pietoso alla guida di un’auto.
Gestori dei locali. Ma la colpa di quanto accaduto non può e non deve ricadere soltanto sui quattro adolescenti. È al vaglio del questore Claudio Cracovia la posizione dei gestori del locale del centro cittadino che ha somministrato bevande alcoliche a ragazzi di 18 anni che si erano presentate nel pub già visibilmente su di giri creando una situazione di pericolo per la salute e la sicurezza. D’altronde la somministrazione di bevande alcoliche a persone in stato di ebbrezza, punita dal codice penale, potrebbe comportare la sospensione della licenza del locale.(l.t.)
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