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Vendemmia, occasione per trovare un lavoro

Vendemmia, occasione per trovare un lavoro

Boom di richieste per prendere parte alla raccolta dell’uva a Montecarlo dove le previsioni parlano di almeno 200 persone impegnate tra i filari

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MONTECARLO. Quando la vendemmia combatte la crisi. Tantissime le richieste per lavorare tra i filari a raccogliere l'uva. Soprattutto tra i disoccupati, chi è senza lavoro e cerca in questo antico rituale un'occupazione temporanea per sbarcare il lunario. Si prevedono oltre duecento persone impegnate nei vigneti di aziende e fattorie del territorio di Montecarlo. Un dato significativo quello fornito da Gino “Fuso” Carmignani, presidente del Consorzio Doc di Montecarlo.

«La stima delle associazioni di categoria parla di oltre 200 addetti nella doc del nostro territorio, tra ragazzi e ragazze che lavoreranno alla vendemmia, con la passione e la voglia di avvicinarsi al mondo del vino e dell'agricoltura, ma anche per il bisogno di lavorare. E mai come quest'anno le aziende vinicole hanno ricevuto tante domande per vendemmiare, ripristinando un'antica tradizione di ritrovarsi tra i filari per un lavoro stagionale ma che offre possibilità di guadagnare ed acquisiire conoscenze e cultura».

E la vendemmia torna all'antico. Si prevede infatti «un ritardo di dieci-dodici giorni rispetto gli “anticipi” degli ultimi anni» afferma Carmignani, vera e propria istituzione per il vino montecarlese. Ma per i produttori lo slittamento non è per forza un male. L'importante è tra fine agosto e settembre ci siano giornate calde e notti fresche e la stagione delle piogge non inizi proprio durante la vendemmia. «È una conseguenza del ciclo naturale, quest'anno per una serie di fattori la vendemmia partirà in ritardo». L'incognita arriva dal meteo. «L'unica preoccupazione è la pioggia e la grandine, un po' d'acqua è benefica, piogge leggere e intense perfar rinvigorire le viti e “gonfiare” i chicchi, anticipando la maturazione. Ma non troppa per non causare disastri. Siamo nelle mani della natura».

Coltidiretti come sempre monitora le fasi di maturazione dei grappoli e lo stato di salute delle vigne. «È probabile che ci sarà un leggero calo di produzione rispetto alla media, con una resa sempre sui livelli consueti della doc, forse qualcosa sotto il milione di bottiglie, ma con una produzione di alto livello. La nostra è una ricerca della qualità per un prodotto con forte personalità, originale, che deve distinguersi anche sui mercati internazionali».

E a conferma di come il vino di Montecarlo sia sempre più internazionale è data dalla presenza di facoltosi imprenditori dell'Est Europa che in gran segreto saranno presenti durante il Festival del Vino dal 29 agosto all'8 settembre, giunto alla 46ª edizione. Alcuni imprenditori russi hanno manifestato interesse per il vino di Montecarlo, hanno capito le potenzialità di questo terroir, appena 300 ettari dove si produce un vino di nicchia, ma di grande valore. Dalla repubblica ceca c'è un interesse per una fattoria vinicola della zona. Potrebbero esserci risvolti occupazionaliE quest'anno sarà una bellissima edizione della festa del vino, che è diventato “festival”, con 45 anni di storia è stata la prima manifestazione in Toscana capace di rendere il vino popolare, negli ultimi tempi tra i giovani e le donne sempre più numerose ai banchi della degustazione ed appassionati di vino e di tutto quanto ruota intorno al nettare di Bacco. E il vino è turismo. Montecarlo ha fine luglio ha già superato l'afflusso di visitatori del 2012 (oltre 3900).

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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