Il presidio
Piccioni all’assalto dei tavolini protestano i gestori dei locali
«Entrano anche dentro i nostri esercizi, non sappiamo più come tenerli lontani». Appello al Comune perché intervenga con soluzioni efficaci, mentre c’è chi si difende ricorrendo alle pistole ad acqua
LUCCA. «Ma si può lavorare con i piccioni che saltano su un tavolo a beccare le briciole appena i clienti se ne sono andati? Come si fa a dare torto agli avventori che protestano per la presenza dei volatili non solo intorno ai loro piedi, ma anche sulle sedie e sui tavolini?». Sono le lamentele sempre più riccorrenti dei gestori di bar e ristoranti alle prese con la fastidiosa e antigienica presenza.
Di fatto i piccioni la fanno da padrone, non c’è modo di scacciarli, anche perché rimane del tutto inapplicata l’ordinanza che vieta di dar loro da mangiare almeno nei luoghi pubblici. E tanti operatori si chiedono cosa aspetti il Comune a intervenire con misure idonee per contenere l’aborme creescita del numero dei volatili, ricordando che proprio pochi giorni fa a Firenze il sindaco ha firmato l’ordinanza che vieta di dar mangiare ai piccioni anche nei luoghi privati. Più cibo trovano, più si fermano e si riproducono. E di questi tempi negli affollati locali del centro storico le briciole davvero non mancano.
Anche perché tanti clienti, spesso inteneriti dalle bestiole che si aggirano tra i tavoli, gettano loro briciole e avanzi, senza pensare che un comportamento del genere attira in breve tempo una miriade di altri piccioni.
«Non sappiano più cosa fare – dice Antonio Leto del Gabry Caffè di piazza San Salvatore mostrando decine di piccioni tra i tavoli del bar e anche all’interno del locale, intenti a “beccare” le briciole sparse a terra –. Bisogna prendere seri provvedimenti per fronteggiare un problema che danneggia il nostro lavoro, ma anche l’immagine della città che non può essere assediata da migliaia di volatili che, con interventi mirati, potrebbero essere dirottati altrove».
Per David Cantieri del bar Pacini di piazza Napoleone l’ideale sarebbe un’ordinanza di sterilizzazione, da effettuarsi mediante la cattura temporanea degli animali in appositi abbeveratoi.
«Perché – aggiunge – finora niente è servito a risolvere il problema, neppure i corvi portati a Lucca appositamente per questo che, dopo un certo periodo, sono spariti (forse fatti fuori dai piccioni stessi)».
La soluzione, secondo qualcuno, potrebbe partire dagli stessi gestori dei locali, i quali dovrebbero assolutamente impedire ai clienti di dare da mangiare ai piccioni, attraverso moniti ben visibili sui tavoli.
«Sui quali, se non si interviene subito dopo che il cliente se n’è andato, i piccioni si fiondano immediatamente, svolazzando tra piatti e bicchieri che spesso cadono rovinosamente a terra», aggiungono i responsabili del bar San Giusto nell’omonima piazza, ricordando anche spiacevoli discussioni con qualche animalista di passaggio che non ha gradito gesti di allontanamento degli animali.
Sono soprattutto i cittadini e i turisti italiani a far notare il disagio. Gli stranieri sembrano più tolleranti, almeno finché qualcuno non riceve un “regalino” dall’alto proprio sulla giacca nuova, oppure sulla messa in piega fresca di parrucchiere.
Casi assai frequenti che scivolano nel grottesco quando, com’è accaduto pochi giorni fa a un tavolo del caffè Madama Butterfly di piazza Cittadella, un piccione morto, probabilmente per malattia, è improvvisamente caduto nel cappuccino di una turista americana.
«Veniamo da Venezia e questo per noi è normale, ma certo non si può andare avanti così» dicono un gruppo di persone di mezza età, mentre una mamma sgrida la figlia intenta a dare pezzetti di focaccia ai piccioni. «Si dovrebbe cacciarli tutti» aggiungono infastidite tre eleganti signore lucchesi, sotto lo sguardo divertito di due turisti stranieri che invece fotografano i volatili che si contendono un piattino di noccioline. Una soluzione gli esercenti di piazza Anfiteatro l’hanno comunque trovata: è la pistola ad acqua che i camerieri “sparano” ai piccioni per allontanarli dai tavoli, tra il divertimento della clientela. I piccioni, anche se fastidiosi, non sono tuttavia il primo problema per Mario Bini del Piccolo Mondo in via San Paolino, che mostra lo stato di degrado in cui versa il vicolo della Posta adiacente al locale. «Sempre sporco di escrementi di animali e anche di esseri umani, con tubi e cavi scoperti, muri deturpati da scritte e rifiuti sparsi ovunque che emanano odori nauseabondi» aggiunge, ricordando che quasi ogni giorno è costretto a pulire il vicolo con acqua e disinfettanti per cancellare, almeno in parte una «situazione vergognosa, a pochi metri da una delle piazze più frequentate dai turisti. Spesso ho provato sensazioni di grande imbarazzo, quando mi hanno fatto notare lo stato di degrado di vicoli e strade a pochi passi da chiese e monumenti. Non è certo un bel biglietto da visita per una città che ambisce alle prime posizioni in fatto di accoglienza».
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