Il Tirreno

Lucca

la polemica sul puccini trascurato

«Soldi sprecati, ma si critica chi fa vivere il Maestro»

LUCCA. Soldi mal spesi, conventicole con la puzza sotto il naso che danno giudizi spocchiosi nei confronti di chi si dà concretamente da fare per offrire concerti agli appassionati di Puccini. Spara...

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LUCCA. Soldi mal spesi, conventicole con la puzza sotto il naso che danno giudizi spocchiosi nei confronti di chi si dà concretamente da fare per offrire concerti agli appassionati di Puccini. Spara a zero Andrea Colombini, l’organizzatore della rassegna spostata per necessità dalla chiesa di S. Giovanni all’Oratorio di S. Giuseppe.

Concorda con le osservazioni allarmate del nostro giornale su quanto poco si è fatto per sfruttura l’eccezionale risorsa di cui la città disporrebbe, difende il suo personale operato e chiama in causa quanti in questi anni non hanno prodotto granché pur disponendo a volte di risorse anche ingenti.

«La qualità – scrive Colombini – la stabilisce il pubblico,specie quello internazionale che ogni sera affolla i nostri concerti da 10 anni. Se si vuole una conferma, basta andare su Tripadvisor (www.tripadvisor.com, digitare Puccini e la sua Lucca) e leggere i commenti dettagliati di molti visitatori internazionali ed italiani che vengono ai nostri concerti; se si vuole anche una conferma visiva, basta venire in piazza San Martino o meglio ancora intervistare ristoratori ed albergatori, invece di dare credito alle parole di qualche lucchino vecchio e invidioso, nonché incapace.

«La qualità non la stabilisce un manipolo di presunti esperti pucciniani locali che non si sono mai visti ai nostri concerti, ne hanno solo visto i risultati con invidia tutta lucchese. La qualità non la stabiliscono enti pubblici e parapubblici che fino ad oggi avranno anche criticato il nostro operato, ma non sono stati capaci di fare non dico altrettanto, ma almeno un qualcosa di simile,quanto a capacità artistica e risultati, pur avendo però speso nel 2008 la bellezza di 7,5milioni di euro per i 150 anni di Puccini. Se li avevano dati a noi avremmo rovesciato la città con Puccini in modo totale. Già lo facciamo adesso con le nostre sole forze.

«La qualità non la stabiliscono un Teatro che non si vergogna a proporre una stagione lirica ridicola senza nemmeno un titolo pucciniano, né un Pucciniano di Torre del Lago la cui crisi è ancora più grave ed endemica.

«Attendiamo tutti all'Oratorio di San Giuseppe, nell'attesa che riapra San Giovanni: la cultura di Puccini, quella vera non quella fasulla degli ultimi 40 anni, i fa in piazza Antelminelli. Il resto è solo invidia, incapacità e ignoranza provinciale. Le tre “I” dei Lucchesi peggiori, quelli che a suo tempo,guarda caso, fecero scappare Puccini».

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