Il presidio
Sesti: «Ora decisiva diventa la qualità del comunicare»
LUCCA. Sulla stessa lunghezza d’onda di Colucci, in merito alla comunicazione per il turismo, è lo scenografo-pubblicitario Sandro Sesti. «Lucca, checchè se ne dica, è una città viva che sfocia,...
LUCCA. Sulla stessa lunghezza d’onda di Colucci, in merito alla comunicazione per il turismo, è lo scenografo-pubblicitario Sandro Sesti.
«Lucca, checchè se ne dica, è una città viva che sfocia, spesso, nel vivace. Basta scorrere il calendario e segnare le iniziative, grandi, medie e piccole che si susseguono nei vari ambiti. E’ così vero – dice – che ancora nessuno riesce a coordinarle. Alla faccia di tutte le cabine di regia che si sono annunciate dai vari enti. Mettiamoci il cuore in pace. Una cosa, tuttavia, la città di Lucca dovrebbe curare con molta più attenzione e professionalità: la comunicazione. Comunicare se stessa, nella consapevolezza di essere ormai un brand che si sta affermando su scala internazionale anche grazie al proficuo lavoro dei molti operatori lucchesi che l’hanno promossa nel mondo».
Lucca per Sesti deve però curare meglio la propria immagine facendola corrispondere ai requisiti di eleganza e di stile di un centro storico che non sopporta approssimazioni: «Requisiti apprezzati da un turismo qualificato, ma apprezzati, prima di tutto, da noi lucchesi attenti a scongiurare qualsiasi accenno di degrado. Basta allora con il “fai da te” che crea solo confusione: manifesti, striscioni, totem, banner, funzionali più per chi li fa che per chi li dovrebbe capire. Grafica discutibile, programmi lunghi e illeggibili su poster stradali che si dovrebbero leggere in un secondo, ecc. Sarebbe quantomai necessario che il Comune si dotasse di un settore marketing, interno o esterno, con figure professionali di comprovata esperienza e capacità (gara nazionale?) alle quali affidare la gestione dell’immagine della Città, partendo proprio dallo studio di una immagine coordinata».
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