Il Tirreno

Lucca

Quattro pale eoliche a Lammari per l’energia del campo sportivo

di Arianna Bottari ; di Arianna Bottari
Quattro pale eoliche a Lammari per l’energia del campo sportivo

L’impianto darà luce durante le partite e produrrà anche un surplus che potrà essere rivenduto Sul tetto degli spogliatoi pannelli solari che daranno l’acqua calda per le docce degli spogliatoi

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LAMMARI. Un investimento da oltre 60mila euro per fornire l’impianto sportivo di Lammari di energia pulita. A ideare il progetto è stato un privato, Mauro Giusti, che con la sua Torboecowatt lavora ormai da anni nel settore delle rinnovabili. Da lì a proporlo all’associazione sportiva che ha sede ai laghetti il passo è stato breve. Il tutto finanziato proprio dalla Turboecowatt, per dare una mano a un’associazione che ha salde radici nel paese, ma che può contare solo sulle sue forze e su quelle degli sponsor. Il progetto consiste nella sistemazione di quattro pale eoliche, una a ogni angolo del campo. Serviranno per produrre energia per l’illuminazione (sui pali saranno montati i nuovi riflettori) e da rivendere. Sul tetto degli spogliatoi, invece, solare termico e fotovoltaico, per dare energia all’edificio e acqua calda alle docce. Se non ci saranno intoppi (e dopo un monitoraggio di due mesi), i lavori potranno partire entro la fine dell’anno. «Le pale saranno da 10 kW ciascuna – spiega Giusti – e saranno montate su supporti di circa 20 metri. I pannelli per il solare termico e fotovoltaico, invece, saranno montati sul tetto degli spogliatoi. L’obiettivo è quello di dimostrare che un impianto sportivo come quello di Lammari può essere autonomo dal punto di vista energetico e rispettare l’ambiente. Naturalmente, abbiamo bisogno di un paio di mesi di prova per verificare che l’intensità del vento sia sufficiente a mandare le pale. Prima ancora, dovremo firmare la convenzione con l’associazione e poi dare il via alla procedura semplificata per ottenere i permessi necessari, ma i tempi dovrebbero essere brevi. L’idea è nata parlando con i responsabili dell’associazione sportiva, tutti grandi appassionati di calcio. Ora speriamo di poter trascinare in questo piano di recupero dell’impianto anche l’amministrazione locale», conclude Giusti. L’imprenditore lucchese non chiama in causa il Comune di Capannori a caso. Se dal punto di vista energetico il complesso sarà presto tra le più innovative del comune, dal punto di vista delle strutture siamo appena alla sufficienza, come spiegano i vertici dell’associazione, la cui prima squadra milita in Eccellenza. Il presidente Massimo Quilici, Vittorio Andreoni e Fabrizio Petrelli da una parte ringraziano Giusti per l’appoggio, dall’altra bacchettano l’amministrazione comunale per le condizioni in cui si trova l’impianto. Nonostante la prima squadra sia appunto in Eccellenza (l’unica nel Capannorese), gli spogliatoi sono fatiscenti, sui campi da allenamento manca l’illuminazione, c’è un solo bagno (chimico) per gli spettatori e una baracca a fare la funzione di punto di ristoro. «Non ci sono altri campi dove militano squadre di Eccellenza ridotti come il nostro in Toscana – dicono Andreoni e Quilici – Il trattorino per tagliare l’erba sta cadendo a pezzi dopo dieci anni di onorato servizio, abbiamo chiesto una mano per comprarne uno nuovo, ma il Comune ci ha risposto che non ci sono soldi. Annaffiamo con irrigatori che spostiamo da una parte all’altra del campo. Siamo senza una tribuna coperta. È stata sistemata una tribuna nuova, in ferro, ma è piccola e troppo bassa. Accanto a quella, hanno sistemato uno scarto arrivato dal campo di Marlia. Due anni fa, per giocare il derby con la Lucchese, siamo dovuti andare a Forte dei Marmi. Eppure ci prendiamo cura di più di 50 ragazzi e la prima squadra è l’unica semiprofessionista a Capannori, ma nessuno ci considera. Possiamo contare solo sugli sponsor e sulle nostre forze. Chiediamo al Comune almeno di occuparsi della manutenzione dell’impianto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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