Il presidio
Nuova vita per il Mulino di Fabbriche
Dopo i lavori diventerà un centro di accoglienza per chi pratica il “torrentismo”
FABBRICHE DI VALLICO. Lo storico mulino del XVII secolo sul ponte medievale, simbolo della Val di Turrite, tornerà presto agli antichi splendori, nel senso letterale del termine. Infatti, l’amministrazione comunale è pronta a liberare un pacchetto di fondi pubblici per la ristrutturazione dello storico manufatto, che fino a due secoli fa costituiva il confine tra la Mediavalle e la Garfagnana, ma soprattutto tra i due regni allora egemoni nella zona.
Da qualche decennio, l’immobile versa in stato di abbandono, ma ora si cambia marcia: nelle prossime settimane, partiranno i lavori di riqualificazione, che trasformeranno il mulino in un centro di accoglienza con servizi annessi per i tanti sportivi che praticano il torrentismo: ci sarà una reception che fungerà anche da ufficio informazioni, spogliatoi e docce per gli amanti dell’avventura. Ma, soprattutto, il mulino sarà recuperato riportandolo alla sua immagine originaria.
L’investimento totale ammonta a 450 mila euro, coperti con un finanziamento Ue di 340mila e rotti, un quinto messi a disposizione dall’Unione dei Comuni della Mediavalle, il resto con fondi comunali accantonati per lo scopo. «Fabbriche di Vallico è un’area specifica per l’allevamento delle trote fario, e la Turrite costituisce una ricchezza per tutti – afferma il sindaco Oreste Giurlani -, e per questo l’area attrezzata con spogliatoi e punto d’accoglienza modello rifugio, sarà un’opportunità per tutti. Anche perché, dati alla mano, quest’anno abbiamo già avuto oltre duemila correntisti, giunti qui da ogni parte d’Italia». L’intervento completerà le opere di bonifica e ripristino delle antiche fortificazioni iniziate lo scorso anno dall’Unione dei Comuni. Nel progetto, infatti, è previsto specificatamente che il vecchio mulino sarà rifatto totalmente uguale ad un tempo, e rimesso a nuovo il villaggio attorno alle rive del torrente.
«È stata premiata la progettualità – chiude il primo cittadino - restituendo alla comunità un pezzo di storia del territorio». Una volta conclusi i lavori l’amministrazione assegnerà in gestione l’immobile, che sarà quindi fonte di investimenti privati.
Nicola Bellanova
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