Il presidio
Boom di turisti, nei locali ora si lavora
I commercianti: «Passata l’era del centro storico senza anima viva, oggi dobbiamo sfruttare le presenze di visitatori»
LUCCA. Almeno una polemica ferragostana quest’anno pare superata: gli esercizi pubblici saranno in parte aperti. Non è più tempo, per le famiglie dei gestori, di chiudere proprio in quest periodo, come accadeva fino a qualche anno fa, quando la città non era diventata ancora una delle capitali del turismo.
All’epoca, anche i ristoratori e i titolari dei bar pensavano a portare la famiglia al mare o in montagna. Nel centro storico regnava il silenzio. A fare da padroni, i cartelli “Chiuso per ferie” affissi sulle saracinesche dei negozi, abbassate come quelle dei bar, tanto che anche solo sorseggiare un caffè diventava complicato.
Via Fillungo, piazza Anfiteatro, Piazza San Michele apparivano deserte come mai e, con loro, ogni angolo del nostro centro storico. Per le strade, neanche l’ombra di un lucchese «perché chi non si dirigeva in località balneari o montane, non poteva farsi vedere in giro – rivela Stefano De Ranieri, presidente ristoratori Confesercenti e titolare del ristorante “Il Mecenate”–. Era quasi motivo di vergogna restare a casa mentre tutti erano a divertirsi».
«Allora – racconta anche Giuliano Pacini, titolare dello storico ristorante La Buca di Sant'Antonio – in centro non c’era davvero anima viva e i pochi turisti che avevano scelto Lucca come meta per le vacanze, restavano delusi di fronte a tanta desolazione. Così, i giorni successivi al Ferragosto, i giornali venivano letteralmente invasi dalle loro lettere di lamentele».
“Erano altri tempi” è l’espressione che subito viene spontanea a chiunque si soffermi a rifletterci.
Oggi ci sono nuove abitudini, tendenze e necessità. Tutto è cambiato e in città c’è anche chi invece “sta aperto per ferie”.
«La crisi ha fatto sì che ci svegliassimo dall'assopimento del passato – sostiene Pacini –. Dobbiamo approfittare di questi momenti: i pesci vanno presi quando ci sono».
È allora una Lucca vicace vissuta, quella che si aspetta quest’anno, popolata da stranieri e italiani, tanto che si mostra intenzionato a non chiudere più il locale nemmeno una settimana d’estate, recuperando, semmai, con una pausa più lunga nel mese di gennaio.
«Non è più come una volta, quando speravamo che il 15 agosto piovesse per far restare qualcuno in città. Adesso dobbiamo puntare sul turismo, la grande risorsa economica dell’intero paese».
Pacini non è il solo a pensarla così.
Anche l’edicola Lorenzini di via Fillungo, che prosegue l’ attività a conduzione familiare ormai da quasi 50 anni, resta aperta oggi e domani.
«Una volta non conveniva, non entrava nessuno – racconta Piergiuseppe Lorenzini, il titolare –. Per ferragosto, i quotidiani uscivano, perciò mio padre decideva di recarsi in negozio comunque, ma ricordo che mi telefonava concedendomi di non andare ad aiutarlo. “Non ce ne è bisogno, in due saremmo in troppi”, mi diceva».
Così, se il 15 eccezionalmente si lavorava, il 16 era giorno di vacanza.
«Solo negli ultimi anni – prosegue Lorenzini – abbiamo deciso di tenere aperto anche il giorno dopo Ferragosto. Il flusso di turisti fa ben sperare e quindi dobbiamo approfittarne».
Un’occasione d’oro, insomma, che qualcuno certo non vuole farsi scappare.
«Deve essere così – conclude De Ranieri – con i costi e le tasse che dobbiamo pagare, è necessario prendere tutto quello che possiamo.
« Serviamoci di quel turismo che da una decina d’anni sta investendo in modo consistente la nostra città. Questa non è più la Lucca “morta” di trent'anni fa"».
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