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Cinque studenti in aiuto della popolazione del Rwanda
LUCCA. Si chiamano Gabriele, Martina, Federico, Martina e Matteo. La loro età va dai 17 ai 19 anni. I tre ragazzi hanno appena sostenuto l’esame di maturità all’Iti “Fermi” mentre le due Martine...
LUCCA.
Si chiamano Gabriele, Martina, Federico, Martina e Matteo. La loro età va dai 17 ai 19 anni. I tre ragazzi hanno appena sostenuto l’esame di maturità all’Iti “Fermi” mentre le due Martine hanno ancora un anno prima di terminare rispettivamente il Liceo Classico e Psicopedagogico.
Cosa hanno in comune queste persone con l’ufficio missionario della Diocesi?
Apparentemente niente, se non la voglia di partirella riscoperta di se stessi e degli altri.
A brevissimo, infatti, avranno l’occasione di condividere un esperienza comune quella di andare insieme in Rwanda, nel villaggio di Nyarurema dove da più di 30 anni l’Arcidiocesi di Lucca in collaborazione con l’associazione Amani Nyayo Onlus promuove interventi di sviluppo nel campo dell’istruzione con la scuola tecnica informatica (Etp) e in quello sanitario nella lotta all’aids e alla cecità.
I cinque giovani lucchesi saranno accompagnati da Antonella, fisioterapista e volontaria all’interno dell’associazione Amani Nyayo di Lucca con alle spalle già due esperienze in Rwanda.
Ognuno di loro ha storie e motivazioni diverse, ma tutti hanno compiuto una scelta di vita che li porterà lontano da casa, dai propri affetti e dalle proprie certezze per incontrare persone, assimilare colori, odori e aprire gli occhi su realtà e valori diametralmente opposte alle nostre.
Sarà un occasione anche per monitorare lo stato di avanzamento dei progetti quali I Figli del villaggio, casa di accoglienza per minori orfani per aids e/o sieropositivi e “Aiutiamo il Rwanda a vederci meglio” per la lotta alla cecità e alle patologie oculari in collaborazione con Unione italiana ciechi e Asl 2. E anche pPer avviare il progetto “Una mucca da Lucca” promosso dall’arcivescovo Italo Castellani e sostenuto dalle nostre parrocchie per combattere la malnutrizione infantile e, al contempo, valutare un possibile intervento di accompagnamento fisioterapico rivolto a pazienti con problemi fisici e/o celebrali.
Se vogliamo entrare nella vita della gente che incontriamo, In Italia come nel mondo, dobbiamo accantonare grandi progetti e desideri di cambiamenti, basta sedersi a tavola con loro, mischiandoci nella quotidianità e apprezzando le cose più semplici e invisibili.
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