Il presidio
Babysitter in fuga, un summit in procura
LUCCA. Summit in procura ieri pomeriggio per fare il punto sulle indagini legate all’allontanamento dalla villa con piscina di Mutigliano della babysitter etiope Jemal Kedija, 32 anni, scomparsa...
LUCCA. Summit in procura ieri pomeriggio per fare il punto sulle indagini legate all’allontanamento dalla villa con piscina di Mutigliano della babysitter etiope Jemal Kedija, 32 anni, scomparsa venerdì scorso e avvistata da alcuni automobilisti mentre percorreva a piedi la via per Camaiore in direzione di Lucca un paio d’ore prima che i suoi datori di lavoro (il noto docente universitario Paul Horwich e la moglie) si presentassero in questura per denunciarne la sparizione. Poichè il cellulare della giovane donna è spento e quindi i tabulati non possono dare le indicazioni sperate la squadra Mobile è pronta a cambiare strategia investigativa. Innanzitutto è necessario capire in che modo la babysitter sta comunicando (un altro cellulare, via internet, attraverso i social network) e contestualmente sarà fondamentale stabile se l’allontanamento volontario di Jemal è dettato da motivi di carattere interno oppure da ragioni esterne. In una parola se la sua fuga è legata a un rapporto non più idilliaco con i datori di lavoro e quindi a dissapori all’interno del nucleo familiare o se invece la babysitter etiope è fuggita perché nei giorni precedenti - telefonicamente o in rete - è stata contattata da connazionali, amici, parenti, familiari o da persone che hanno su di lei una particolare influenza e a cui la giovane donna è particolarmente legata e devota tanto da allontanarsi dalla villetta senza soldi, senza passaporto e senza abiti di ricambio. In mattinata c’era stata una segnalazione al 112: qualcuno avrebbe visto la donna aggirarsi in via dei Bacchettoni. Ma dopo attenta verifica la notizia è risultata priva di fondamento.(l.t.)
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