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E ora i giovani sono alla ricerca di un futuro nell’agricoltura
Boom di iscrizioni all’Istituto Agrario che deve formare una classe in più I motivi: assunzioni in aumento e nuove aziende grazie anche alle eccellenze di agriturismo e cibo
LUCCA. Sono sempre di più gli studenti che, a quattordici anni compiuti, scelgono l'Agrario come scuola superiore dove proseguire gli studi. Appassionati, vogliosi di occuparsi di ambiente e aree verdi e con un occhio di riguardo per il mangiare sano e biologico. È il ritorno all'agricoltura, un fenomeno che si sta estendendo a macchia d'olio su tutta Italia e che coinvolge anche la provincia di Lucca. Semplice e concreto il dato di fatto: la campagna torna a crescere nell'interesse delle giovani generazioni. E con essa anche gli istituti scolastici che studiano, sperimentano e investono nel settore primario. Così, nel giro di un anno, l'istituto tecnico agrario “Busdraghi” a Mutigliano (l'unico in provincia) ha aumentato il numero degli iscritti, riuscendo a formare una classe in più. Un risultato importante e per niente scontato. «Per costituire una nuova classe - spiega il vicepreside del "Busdraghi", Paolo Boddi - bisogna avere numeri consistenti. E noi ci siamo riusciti. C'è un interesse crescente per il mondo agrario da parte dei giovani e credo che le motivazioni siano da ricercare in due aspetti: da una parte si sta prendendo coscienza del fatto che la nostra salute dipende da quel che si mangia e si beve. Esiste oggi una maggiore cultura e sensibilità verso l'alimentazione e anche nel mondo scolastico l'educazione al mangiar sano inizia alle materne. Dall'altra risiede nei ragazzi che scelgono questa scuola un senso idealistico rispetto al settore primario: nell'agricoltura si vede la possibilità di far ripartire l'economia utilizzando le risorse che la terra ci offre e improntando la crescita del Paese sulla sostenibilità ambientale e sull'ecologia». Se c'è una cosa che, infatti, sembra non mancare all'agricoltura è il dinamismo. Uno sguardo ai dati fa pensare a quello che si potrebbe chiamare "ritorno alla terra": assunzioni che crescono, aziende che nascono, interesse dei giovani che aumenta. E poi nuove professioni legate al settore e strategie imprenditoriali che vanno oltre la produzione di cibo, senza scordare la diffusione degli orti urbani e dei Gas, che permettono alle famiglie di risparmiare. Un quadro complessivo che pare nascere dalla crisi, ma anche dalle opportunità offerte da tecnologia, formazione e mercato globale. «L'agricoltura è un settore vivo che va studiato e conosciuto - dice il vicepreside - Viviamo in una zona che vanta delle eccellenze, soprattutto per quanto riguarda vino e olio; da più parti c'è la tendenza a fare il prodotto di nicchia e a valorizzare il prodotto locale e questi sono tutti aspetti importanti dai quali è possibile ripartire. Questa scuola poi ha molti motivi di attrattiva: è l'unica in provincia che, nonostante sia bisognosa di molti interventi a livello di edilizia scolastica, gode di privilegi ambientali che altre strutture non hanno. Si lavora nel vigneto, tra gli ulivi e in questo modo i ragazzi trovano nuove motivazioni nello studio». Il settore agricolo è l’unico (o quasi) a registrare una crescita in Italia. E se industria e servizi arrancano, è proprio il settore primario a registrare un aumento del Pil prodotto pari all’1,1% secondo l’Istat. Certo, anche qui la crisi si fa sentire e il bisogno di trovare nuove figure professionali è costante. «Ci relazioniamo con le aziende agricole della zona - continua Poddi - sono le stesse che poi quando hanno bisogno di fare assunzioni ci chiamano per sapere se abbiamo ragazzi da segnalare. Fino a due anni fa ricevevamo continue telefonate per colloqui, ora molto meno. Assumere ha un costo. Ci siamo accorti sempre più che le aziende hanno necessità di investire nella figura del consulente tecnico del settore agricolo. Molto spesso all'azienda manca il supporto tecnico: il perito agrario è diventata quindi una figura indispensabile, anche per la crescita produttiva dell'azienda. Perché conosce le novità e sa quali opportunità ci sono».
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