Il presidio
Bar, i gestori provano a contenere i prezzi
«Stiamo tentando di venire incontro alla clientela in momenti di crisi, ma siamo alle prese con gli aumenti delle materie prime, delle tasse e dei servizi»
LUCCA. La crisi sembra non aver fatto perdere ai lucchesi l’abitudine della colazione al bar, ma in pochi si permettono ormai di non tenere d’occhio il listino prezzi. Poco male se per risparmiare si è costretti a fare qualche metro di strada in più: requisiti come comodità e vicinanza, hanno ormai lasciato il posto alla convenienza. Lo sanno bene i gestori di molti bar e pasticcerie della nostra città che se da una parte tentano di contenere i prezzi per andare incontro alle esigenze del mercato, dall'altra si trovano a dover fare i conti con costi sempre più elevati. Qualcuno opta così per una promozione per invogliare il cliente ad entrare, mentre qualche altro già pensa ad aumentare di alcuni centesimi i propri prodotti. Se infatti al Bar Del Sole di via Mordini, sono sufficienti 90 cent per un caffè, 1,10 € per un cappuccino e 90 cent per un pezzo salato, i titolari non escludono la possibilità di far salire da 80 cent a 90 cent anche il prezzo di quello dolce. «E’ pur sempre poco – spiegano – ma stiamo riflettendo se fare questo passo oppure no. Ne avevamo già parlato a gennaio, ma per andare incontro alla clientela abbiamo momentaneamente lasciato in sospeso l’idea». E’ il risparmio infatti, a fare spesso la differenza come racconta una signora mentre si gusta il suo cornetto. «Pensiamo ad una famiglia di quattro persone: anche soltanto 30 cent in meno al giorno per ognuno dei componenti, di questi tempi, alla fine del mese, possono certamente risultare utili».
A sottolinearlo è anche Giovanni Bianchi della Pasticceria Elisa dove è possibile bere un caffè o un macchiato o acquistare un pezzo dolce per 1 euro, mentre uno salato per una cifra che varia da 1 a 2 euro. «Fra navetta o parcheggio e colazione, spesso un lavoratore spende già 5 euro prima di iniziare il proprio turno» fa rilevare. Per questo cerca di far rientrare i suoi prezzi in una fascia piuttosto bassa, ma sottolinea come l’aumento delle materie prime, dalla farina allo zucchero, porti inevitabilmente molti locali a mettere in discussione la propria politica. «Producendo io stesso quello che espongo nel banco, mi consente di avere ancora un po’ di margine – afferma - ma capisco che chi acquista e rivende si trovi a fare delle scelte per riuscire a guadagnarci qualcosa». Sembra d’accordo il collega Luciano Landucci del Bar La Piazzetta dove 90 sono i centesimi necessari per un caffè o un pezzo dolce. «Finché chi fornisce le paste o il caffè riuscirà a non variare i prezzi, anche noi titolari delle attività potremo mantenere i nostri, ma se l’Iva dal 21% salirà al 22%, è logico che dovremo prendere provvedimenti». Dal vicino Bar Mara Meo infatti, fanno sapere di avere già aumentato sia il macchiato che il cappuccino. Mentre fino ad un mese fa infatti, il costo di entrambi era di 90 cent come quello del caffè, oggi il primo raggiunge l’euro, mentre il secondo 1,10 €. Dal nuovo Cafè Lucca di via Santa Croce invece arrivano le promozioni sulla colazione: 1,80 cent per un pezzo dolce e un caffè e 1,90 per un pezzo dolce e un cappuccino. «Non è nella nostra politica fare pacchetti sconto – spiega invece Mirco Bizzarri da Croissant & Co. di via San Frediano – e al momento non abbiamo intenzione di modificare i prezzi. Continueremo con un euro per un pezzo dolce, per un macchiato, o per un caffè e con 1,20 € per un cappuccino. Non sono i dieci centesimi in più o in meno che possono cambiare qualcosa o farci arricchire. Del resto, il vero problema di chi gestisce queste attività, non sono le materie prime, ma tutte le spese accessorie: dagli affitti, al gas, passando per l’acqua e la spazzatura, per non parlare dei sette mq di fronte al mio locale per posizionare pochi tavolini che mi sono costati quasi come un appartamento».
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