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Strappo in maggioranza abbandonano Idv e FdS
Il consiglio straordinario del dopo-rimpasto è il teatro in cui si ufficializza la rottura Attaccano Pdl, Liberi e Responsabili, M5S. Fazzi spara a zero sull’esecutivo
LUCCA. Sel c’è ancora, l’Italia dei Valori e la Federazione della sinistra non più.
La frattura si è definitivamente consumata e così dopo 14 mesi la coalizione di centrosinistra che lo scorso anno aveva stravinto il ballottaggio portando Alessandro Tambellini a Palazzo Orsetti, inizia a perdere i pezzi.
Una notizia nell’aria già da parecchi giorni che però si è ufficializzata ieri pomeriggio nel corso di un consiglio comunale straordinario (in cui hanno debuttato i nuovi consiglieri Diana Curione e Andrea Giovannelli di Lucca Civica e Ruggero Buchignani del Pd) chiesto da nove consiglieri di opposizione, in cui tre gruppi di maggioranza – Pd, Lucca Civica e Sel – hanno parlato affidandosi a due righe lette da Claudio Cantini in cui si dice che le posizioni di tutti erano le stesse già espresse dal sindaco.
È Tambellini però a caricarsi sulle spalle ogni responsabilità: «Ci fossero contraccolpi politici – dice – sono interamente da imputare a me. Questi sono passaggi non semplici ma mi sono dato il ruolo di scegliere e decidere per impostare la vita amministrativa secondo criteri che ritengo migliori per gli interessi della città. Voglio un governo incisivo, forte, capace di dare a Lucca i risultati che attende».
E poi passa ai ringraziamenti per chi ha lavorato con lui in un contesto non facile per le amministrazioni locali, difendendo esplicitamente l’operato di Patrizia Favati: «È stata trattata in maniera ingenerosa e iniqua a fronte di un grande senso di responsabilità, probità ed etica che ha dimostrato. Tanto che ha offerto tutta la sua collaborazione alla giunta per riprendere ciò che è stato lasciato a metà». Infine arriva alle motivazioni – «puramente funzionali, non di carattere politico» - spiegando che in questi 14 mesi alcune posizioni hanno funzionato meglio rispetto ad altre.
Per il capogruppo del Pdl Marco Martinelli «con l’ingresso in giunta di Cecchetti c’è un rappresentante del governatore Enrico Rossi e il sindaco è costretto a obbedire agli ordini di partito che arrivano da Firenze. In più l’aver mantenuto all’interno della maggioranza Sel – che più volte non ha nascosto la sua contrarietà agli assi viari – rischia di mettere a repentaglio un’opportunità per il territorio». Invece il capogruppo di Liberi e Responsabili Lido Fava si è limitato a dire che con questa mossa la maggioranza è più debole e che se il cambiamento è arrivato per un criterio di efficienza, «avrebbe potuto pure rimuovere l’intera giunta, che non ha fatto nulla».
Per Daniela Rosellini, capogruppo del M5S, «Tambellini non è riuscito a portare a Lucca quell’aria di novità di cui la città ha tanto bisogno». Ma è Pietro Fazzi il più incisivo: «In città si diceva che alcune persone in giunta non ricoprivano adeguatamente il loro ruolo e all’improvviso quello che diceva la città è diventato vero. Se questa scelta del rimpasto non fosse un fatto politico, oggi Pellegrini Masini sarebbe ancora assessore all’ambiente, perché è uno dei più qualificati. Invece ha fatto le spese del fatto che il consigliereIdv Roberto Lenzi nei momenti più difficili si è alzato e non ha votato con la maggioranza dimostrandosi poco affidabile».
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