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Ladri portano via un gregge di pecore

Ladri portano via un gregge di pecore

Furto su commissione nell’azienda Giorgi di Castelvecchio di Compito che ha subito un rilevante danno economico

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LUCCA. Tornano i ladri di pecore. Accade a Castelvecchio di Compito dove nel cuore della notte sono state fatte sparire tra gli 80 e 100 capi di animali. Un furto messo a segno da una banda specializzata che quasi sicuramente ha agito su commissione e ha preso di mira l’azienda di Marco Giorgi, un giovane imprenditore che gestisce una moderna azienda agricola con tanto di negozio per la vendita al dettaglio dei prodotti.

«Mi sono accorto del furto – racconta Giorgi - intorno alle sette del mattino quando mi sono recato in azienda per la mungitura del gregge. I ladri avevano forzato un lucchetto di uno dei portoni di accesso alle stalle e senza alcuna difficoltà hanno fatto uscire una parte del gregge. Sono tutti animali abituati a vivere e pascolare nella massima libertà nei terreni dell’azienda e spesso li facciamo rientrare nella stalla anche molto tardi la sera. Quindi, quando i ladri hanno aperto il portone – tiene a sottolineare Mauro Giorgi – le pecore non hanno avuto problemi a seguirli in piena notte perché abituate a uscire anche al buio. Nella zona vicino alla stalla non abbiamo notato nessuna traccia del transito di camion e si presume che il gregge sia stato fatto camminare fino al padule e successivamente le pecore fatte salire su un camion o più furgoni».

Appena dato l’allarme sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Pieve di Compito che hanno cercato di ricostruire tutte le fasi dell’insolito furto di bestiame.

Sembra che i banditi siano arrivati a piedi e dopo avere scavalcato la staccionata hanno raggiunto la stalla che si trova nelle vicinanze della casa dei genitori del titolare.

Cercando di fare poco rumore hanno rotto il lucchetto del portone e accompagnato il gregge per alcune centinaia di metri fino a via della Barche che è di facile accesso per i furgoni che avrebbero caricato gli animali scomparendo nel buio.

«Al momento – dice Mauro Giorgi – non sappiamo ancora con esattezza quanti sono i capi di pecore rubate. In azienda abbiamo circa 350 capi, tutte le bestie hanno il marchio auricolare. C’è bisogno di fare un attento censimento per capire quanti animali sono stati rubati. Se si tratta di pecore, agnelli, pecore in attesa di partorire, montoni, capi vecchi o giovani. Solo così si può risalire anche al danno subito, anche se si tratta di un valore di decine di migliaia di euro, considerando anche il mancato guadagno che proviene dalla produzione del latte, formaggio, ricotta e lana».

Secondo gli investigatori dei carabinieri si tratta sicuramente di un furto su commissione e i capi rubati potrebbero già trovarsi in qualche azienda della Toscana o in altra parte d’Italia.

Non è da escludere che alcuni capi siano finiti alla macellazione clandestina considerando che la carne di pecora è un piatto prelibato.

Domenico Tani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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