Il presidio
Castelnuovo, per rifiuti servono oltre due milioni
Il Comune dovrà coprire tramite la Tares il costo dello smaltimento secondo le indicazioni approvate dal consiglio. Aumenti medi intorno al 20 per cento
CASTELNUOVO. E’ di oltre 2 milioni di euro la cifra che il comune di Castelnuovo dovrà reperire tramite la Tares per i costi di gestione dei rifiuti per l’anno 2013, esattamente 2milioni 147mila euro.
Il consiglio comunale ha approvato tariffe, scadenze e numero delle rate: il primo acconto andrà versato entro il 15 settembre, il secondo entro il 31 ottobre ed infine il saldo entro il 31 dicembre.
Aumenti medi attorno al 20% visto che la Tares dovrà servire alla copertura totale dei costi gestione contro la precedente pari all’83%.
Duro colpo per diverse tipologia di attività commerciali ed anche per le famiglie più numerose.
Il 57% della copertura arriverà dalle utenze non domestiche, il restante 43% dalle abitazioni.
Gli avvisi di pagamento in arrivo nei prossimi giorni sono relativi alle due rate dell’acconto.
Il comune di Castelnuovo ha presentato sul proprio sito un’accurata analisi che fa capire anche l’aumento rispetto al 2013.I calcoli, per le attività commerciali in particolare, si basano su una metratura media.
Ad esempio, per chi vive da solo in un monolocale da 60 metri quadrati vedrà aumentare la propria tariffa del 43% da circa 90 euro a circa 130, se si è in due nel solito monolocale i costi salgono del 53%, se invece si abita in un appartamento da 100 metri quadrati la variazione è minore (16%).
Questa tipologia rappresenta quella dei nuclei familiari più presenti sul territorio, ma numeri importanti riguardano anche le famiglie con 3 e 4 componenti.
Le prime, in appartamenti da 100 metri quadri, vedranno lievitare i costi del 37%, le seconde del 57%.
Componenti e metri quadrati sono dunque una determinante importante per i cittadini, mentre per le categorie commerciali conta anche i raggruppamento in cui si è inseriti. Gli aumenti più duri per banchi di mercato di generi alimentari, ortofrutta, alberghi e attività artigianali come le parrucchiere.
Secondo il censimento comunale, le 10 attività di ortofrutta, pescheria, fiori e piante e pizza al taglio del comune vedranno aumentare la tariffa del 144% passando da circa 800 euro a quasi 1900.
Va poco meglio ai banchi di mercato alimentari (nove in totale) con un aumento del 139% o ai sei alberghi senza ristorante (+130%, da 900 euro a 2mila), alle 26 carrozzerie ed officine (+118%, da 1.500 a 3.200) e alle 21 parrucchiere ed estetiste (+116%, da 175 euro a 380).
I 27 ristoranti, trattorie, pizzerie e pub della zona non sorridono, anche per loro aumento dell’89% con un quasi raddoppio della tariffa da circa 1900 euro a 3500. Per i bar +36%, per scuole, biblioteche e chiese +19%.
Ma c’è anche per chi cala come i 219 negozi di abbigliamento, calzature, librerie e cartolerie che avranno un calo del 9%, o gli uffici (si scende da circa 1500 euro a mille, -35%) o ancora gli alberghi muniti di ristorante (-53%).
I più “fortunati”?
Le banche con la tariffa in picchiata del 69% (da circa 3.500 euro a mille).
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