Il presidio
No alla fusione Pescaglia-Borgo
«Se passa, la Val Freddana chiederà di essere accorpata a Lucca»
PESCAGLIA. C’è quello dell’ex sindaco Palmiro Bini tra i “no” più pesanti all’ipotesi di fusione tra i Comuni di Borgo a Mozzano e Pescaglia. Dice Bini:
«Ormai il Comune pescaglino ha due terzi della popolazione e la pressoché totale sua realtà economico produttiva e commerciale concentrati in Val Freddana, la quale già soffre di essere unita a Pescaglia dal momento che grava tutta su Lucca, distante appena otto chilometri dal confine sud, e non ha alcun richiamo attrattivo verso la Media Valle Garfagnana. Si dimentica che la bassa Val Freddana, che non era mai appartenuta a Pescaglia, fu aggregata a questo Comune per distacco da quello di Lucca con un decreto d'imperio nel 1843, in spregio dell'unanime opposizione manifestata dalla popolazione e ignorando del tutto ragioni storiche, geografiche e logistiche (nessuna strada, se non una mulattiera, la collegava a Pescaglia), col solo scopo di rinsanguare le vuote casse del ripristinato Comune, privo assolutamente di mezzi per intraprendere la costruzione delle strade rotabili di cui aveva bisogno.
«Né purtroppo ebbe successo il movimento che ci fu dopo l'Unità d'Italia per l'aggregazione a Lucca, in quanto brutalmente stroncato dalla dura opposizione del senatore Antonio Mordini. Ora, questa fusione, peraltro approvata in modo scriteriato anche dai rappresentanti della maggioranza residenti in Val Freddana, aggraverebbe la marginalità di questa zona, facendola dipendere da un centro altrettanto non attrattivo, sito in tutt'altro contesto storico-geografico e produttivo, distante 25-30 chilometri e dove nessun interesse privato o di commercio richiamerebbe la popolazione.
«Già negli anni Settanta del secolo scorso, il sottoscritto, all'epoca sindaco di Pescaglia, era riuscito, con grande vantaggio di tutti gli abitanti, ad includere il Comune nel Consorzio Socio Sanitario della Piana distaccandolo da quello della Media Valle Garfagnana. Purtroppo la politica dell'attuale amministrazione è quella di tornare indietro, come dimostra anche l'adesione all'Unione dei Comuni della Media Valle, deliberata senza alcun confronto con la popolazione, che al contrario desidererebbe a grande maggioranza la riunione con Lucca.
«Si resta esterrefatti a constatare come nessuno, tra coloro che nella maggioranza dicono di rappresentare questa zona, abbia sentito il dovere morale di opporsi ad una decisione così palesemente contraria agli interessi dei cittadini rappresentati. Se la fusione dovesse disgraziatamente andare in porto, non resterà che promuovere un referendum per la separazione e l'unione con Lucca»
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