Il Tirreno

Lucca

Vendite e fitti di case annunci ritirati perché incompleti

di Alessandro Petrini

Devono contenere l’attestazione sul consumo energetico, ma pochi proprietari la mettono. In regola non più del 20%

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LUCCA. Via alla vera e inderogabile certificazione energetica, e il mercato immobiliare non si fa trovare pronto.

Con la conversione in legge del decreto “Ecobonus” sono previste sanzioni da 500 fino a 3000 euro per tutti quegli annunci che non riportano la prestazione energetica dell’immobile, oltre al fatto che ogni contratto immobiliare deve avere in allegato l’attestazione di prestazione energetica, pena la nullità di fronte alla legge. In pratica cambia tutto, all’insegna di un improvviso rigore spronato dalla procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea, e anche il mercato lucchese si fa trovare impreparato.

«Da febbraio, appena è stata resa nota la nuova normativa, ci siamo mossi in prima persona avvertendo i nostri clienti della necessità di certificare gli immobili presenti sul mercato – spiega Giuliano Satti, presidente della Fiaip provinciale e titolare della Essegi Immobiliare –. Oltre duemila lettere e altrettante mail alle quali abbiamo avuto pochissime risposte. E ora l’effetto immediato è che saremo costretti a togliere migliaia di annunci non in regola dalle bacheche, dalle pagine internet e dai giornalini.

«Non possiamo infatti incorrere nel rischio di pagare migliaia di euro di multe».

E il dato si fa ancora più preoccupante se si pensa che a Lucca le statistiche parlano di appena un 10-20% di annunci in regola, e quindi pubblicabili, a fronte di una stragrande maggioranza che invece non è stato ancora adeguato alla nuova normativa.

«Questo – prosegue – rallenterà ulteriormente un mercato che già negli ultimi anni aveva subito una brusca frenata».

A complicare ulteriormente la situazione poi c’è la nullità per legge di ogni atto immobiliare che non sia corredato dalla classe energetica. E da oggi non è più possibile autodichiarare la peggiore prestazione energetica del proprio edificio.

Il decreto ha infatti eliminato questa possibilità e d’ora in poi dovrà partire quella che si annuncia come una vera e propria corsa alle certificazioni ufficiali a cura di tecnici abilitati. Non si potrà nemmeno più fare procedere con la certificazione in un secondo momento, ad acquirente trovato e con l’imminenza del contratto da firmare.

«Non si tratta di una pretesa degli agenti immobiliari – precisa Satti – ma di una prescrizione della legge che si è adeguata agli standard europei e che ormai non è più possibile aggirare.

«Per questo è necessario che tutti i proprietari di immobili ed edifici si adeguino alla normativa».

Ma quanto costa mettersi in regola con la certificazione? Dipende dalla metratura e dalla tipologia dell’immobile. Si parte da un minimo di 100 euro per un appartamento di piccole dimensioni e poi si sale progressivamente fino ai 400-500 euro per una villa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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