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Lucca

Testimone fa scoprire il furto dei fucili

Testimone fa scoprire il furto dei fucili

Recuperate dai carabinieri quasi tutte le armi rubate a S. Cassiano a Vico. In carcere due ristoratori di Ponsacco

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LUCCA. Recuperati nel giro di poche ore dall’allarme quasi tutti i 36 fucili (molti da caccia e altri da collezione) che erano stati rubati nell’abitazione di un imprenditore in via dei Capannoresi a San Cassiano a Vico: erano in un garage e secondo le accuse sarebbero stati rivenduti alla malavita organizzata. In manette è finit una coppia di coniugi di Ponsacco, titolari del ristorante “L’acquacotta”: lui con l’accusa di detenzione e ricettazione, lei perché aveva la disponibilità delle armi. Nel carcere Don Bosco di Pisa si trovano adesso Gabriela Giorgi di 48 anni e Lazhar Zouaoui di 44, marocchino da tempo residente in Italia.

L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri guidati dal caòpitano Lorenzo Angioni e gli investigatori sono convinti che si sia trattato di un furto su commissione. Le armi sarebbero finite sul mercato clandestino per essere modificate e riutilizzate in rapine. Le indagini proseguono per rintracciare i fucili mi mancanti e risalire ad altri complici: si cerca il basista.

Non appena è scattato l’allarme sono subito iniziate da parte degli uomini dell’Arma accurate indagini che si sono concluse con rapidità anche grazie ad una testimonianza, che fin da subito si è rivelata importantissima.

Ad accorgersi del furto è stata la moglie dell’impresario al suo rientro a casa intorno alle 9 di lunedì. Ha trovato tutte le stanze a soqquadro. I malviventi servendosi di una scala erano saliti fino al primo piano e avevano rubato le armi, oltre ad alcuni oggetti preziosi presi in varie stanze.

Immediato l’allarme al 112. A a San Cassiano a Vico era arrivato il comandante della stazione di Borgo Giannotti maresciallo Carlo Zingale. A preoccupare il furto dei fucili da caccia, che l’imprenditore deteneva rispettando tutte le norme di sicurezza previste dalla legge. Le armi erano in un mobile blindato, che è stato sfondato. I ladri hanno avvolto accuratamente i fucili in lenzuola e asciugamani e messi nella bauliera dell’utilitaria, una C3, con la quale erano arrivati a San Cassiano a Vico.

Un colpo studiato nei minimi particolari visto che i ladri hanno usato guanti e altre precauzioni per non lasciare tracce. Tutto sarebbe filato liscio se una persona che abita nella zona, insospettita dalla presenza dell’auto, non si fosse annotato il numero di targa della C 3. Attraverso quella targa i carabinieri hanno potuto accertare che l’auto era intestata alla Giorgi, incensurata. Di fronte ad un furto di questo genere la tempestività è importantissima. Il capitano Angioni nelle prime ore della sera di lunedì ha mobilitato gli uomini della Compagnia e - con l’ausilio dei militari delle stazioni di Borgo Giannotti, San Lorenzo a Vaccoli, Nozzano, Villa Basilica - i carabinieri si sono recati a Ponsacco. Quando sono andati a suonare all’abitazione della donna nessuno ha risposto. Anche il ristorante era chiuso. Poi, però, la Giorgi è stata rintracciata e a quel punto è stato controllato il suo alloggio. Poi gli investigatori hanno chiesto di vedere il garage, La donna ha risposto di non avere le chiavi con sé, ma, avendo nel sfrattempo ottenuto l’autorizzazione dal magistrato Aldo Mantovani di Pisa alla perquisizione, i carabinieri hanno chiamato i vigili del fuoco che hanno forzato la porta del locale.

Nel corso della perquisizione in un piccolo vano è stato trovato un sacchetto contenente la refurtiva dei gioielli e (dietro una lavatrice) avvolti in teli sono spuntati i fucili.

All’appello mancano sette fucili e c’è il timore che siano già stati venduti a qualche ricettatore che potrebbe immetterli sul mercato clandestino della malavita.

Domenico Tani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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