Il Tirreno

Lucca

Nuove isole a scomparsa in centro

di Barbara Antoni
Nuove isole a scomparsa in centro

Un’ipotesi al vaglio contro il dilagare del sacchetto selvaggio. E per locali e negozi si punta sul confronto con le categorie

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LUCCA. Nuove isole ecologiche a scomparsa per le utenze domestiche nel centro storico e regole fisse, da stabilire di concerto con le categorie economiche, per quanto riguarda la raccolta rifiuti relativamente a negozi e pubblici esercizi.

Un’ipotesi potrebbe essere questa per avviare la regolamentazione del ritiro dei rifiuti nel centro storico. La questione - di stringente attualità per Lucca - sarà una delle priorità all’esame del neo assessore all’ambiente Francesca Pierotti. Un problema che chiede risoluzione, che quotidianamente è sotto gli occhi di tutti e che non finisce di sollevare dibattiti, polemiche e proteste, in primo luogo per una questione di civiltà e di decoro della città.

Alla soluzione in effetti si è già cominciato a lavorare. Partendo, in primo luogo, da un esame dell’esistente. Ovvero, per quanto riguarda il centro storico, da un’analisi di utenze domestiche che tutti i giorni non rispettano gli orari previsti per il ritiro delle singole tipologie di rifiuti. E sono immancabili, infatti, i sacchetti che - depositati senza rispettare i termini - rimangono a far brutta mostra di sé per ore, fino al ritiro successivo.

Una cattiva abitudine che non si riesce a estirpare, in parte anche perché una campagna di educazione e sensibilizzazione vera e propria alla nuova tipologia di raccolta dei rifiuti - il porta a porta - non è mai stata realizzata. Ma, per il centro storico, c’è un dato che conforta: il massiccio utilizzo delle isole a scomparsa, che al momento sono quattro (via Carrara, porta San Donato, via dei Bacchettoni, porta Santa Maria). Questa, stando ai dati raccolti sui conferimenti, sembra la soluzione preferita dai residenti per il deposito dei rifiuti di casa.

E da qui nascerebbe la proposta di aumentare le isole a scomparsa - altre tre o quattro - individuando i punti più strategici nel centro storico e - con il conforto indispensabile delle Belle Arti- procedere a scavi che normalmente non vanno oltre i due metri poco più di profondità.

Sull’altro fronte c’è la necessaria regolamentazione del ritiro dei rifiuti per quanto riguarda negozi e pubblici esercizi. A sentire tecnici e addetti ai lavori, da parte loro la volontà e la disponibilità di andare incontro a tutte le esigenze degli operatori economici del centro storico c’è. Ma sono necessarie regole precise, scritte con il contributo delle categorie e il confronto con queste. Ma regole che devono essere rispettate, altrimenti potranno scattare sanzioni forti. E per quegli esercizi - locali e ristoranti - che lavorano fino a molto tardi la notte, niente esclude che si potrebbe prevedere un ritiro alle sei del mattino, che potrebbe, almeno in teoria, non risultare di ingombro o disagio a nessuno.

Regole certe, insomma. E l’importante è fare presto. Anche per dare un messaggio a chi invece - e sono tanti - già adesso svolge la propria raccolta dei rifiuti in modo ordinato e rispettoso delle regole.

Intanto nelle frazioni il porta a porta continua ad essere esteso. Da metà settembre prenderà il via anche a San Vito e in una parte di San Concordio.

I cassonetti ad oggi presenti sulle strade contestualmente saranno ritirati e con molte probabilità (quelli ancora in buone condizioni) messi in vendita come è stato per i circa cinquecento provenienti dalle altre zone della città dove è stata istituita la raccolta porta a porta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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