Il Tirreno

Lucca

Cenare dopo le 22 è quasi un’impresa

di Rossella Lucchesi
Cenare dopo le 22 è quasi un’impresa

Ancora pochi i ristoranti del centro storico che hanno capito di dover andare incontro alle esigenze di turisti e lucchesi

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LUCCA. Il crescente numero di visitatori nel centro storico non sembra andare di pari passo con le esigenze di una città a vocazione turistica. Questo almeno per quanto riguarda le attività di somministrazione di cibo e bevande, la maggioranza delle quali ,continuano a rispettare orari e abitudini di vent’anni fa, dimenticando che oggi Lucca non è più quella piccola realtà urbana che cadeva in letargo al calar della sera, quando le strade si svuotavano ed era quindi inutile rimanere aperti. Oggi fortunatamente la situazione è cambiata e, soprattutto in questo periodo, la città pullula di gente ad ogni ora del giorno.

E anche di notte.

Tanti turisti, ma anche molti cittadini che la sera, per scongiurare la calura estiva, escono alla ricerca di un po’ di refrigerio per una passeggiata oppure per sedersi al tavolo di un caffè in compagnia.

E lo spettacolo che si pone loro davanti non è proprio quello tipico di una città turistica, ma il ritratto desolante di una realtà che ancora non ha saputo adeguarsi al progresso e che rischia di pagarne le conseguenze.

Un’odissea trovare un bar aperto dopo le 20 e consumare un pasto dopo le 22.

A differenza delle vicine località turistiche che nei mesi estivi non chiudono prima della mezzanotte.

Eppure i cambiamenti di tendenza sono sotto gli occhi di tutti, ma forse i commercianti lucchesi ancora non ne hanno preso atto, dimenticando i vantaggi economici che potrebbero derivarne.

Molti affermano di non essere in grado di sopportare i costi del personale.

Se ne sono invece accorti i titolari della Drogheria di via Elisa, del MaraMeo in piazza San Francesco e del ristorante del Teatro in piazza Napoleone che, come la nuova enoteca Port Ellen Clan in via del Fosso, tengono aperte le cucine fino all’ora di chiusura del locale.

Aperto per ferie anche agli Orti di via Elisa, dove ogni sera si fanno diversi turni di servizio «conseguenza di un impegno notevole, ma che porta i suoi frutti» dice Samuele Cosentino, invitando i colleghi a riflettere sui vantaggi economici che consentono di «mettere da parte il fieno per l’inverno».

Fornelli spenti invece intorno alle 22.30 alla trattoria da Vasco in piazza S. Maria, da Gherardo all’Anfiteatro, al K2 in piazza Scalpellini e al Mecenate in via del Fosso, orario prorogabile in caso di prenotazioni.

Non si va oltre le 23 alla pizzeria Fuori Piazza in piazza Napoleone, da Pult in via Fillungo e a Lucca Drento in piazza San Frediano e all’Angolo Tondo in piazza Anfiteatro.

Per poter mangiare qualcosa, magari dopo il cinema o uno spettacolo, bisogna perciò sapersi accontentare, oppure puntare sui kebab che assicurano sostanziosi panini farciti fino a tarda ora.

Quanto ai caffè, per trovarne uno aperto dopo cena, bisogna armarsi di tanta pazienza. Quasi tutti chiusi nel tratto da piazza S. Maria a metà di via Fillungo, fatta eccezione per il disco pub Betty Blue al Gonfalone e la pasticceria Amorini sotto Porta dei Borghi, quindi il Moka e il caffè all’interno della ex libreria Edison.

Aperto ogni sera fino all’una e il sabato alle due il Caffè Ristretto di via San Giorgio, nuovo punto di incontro per i giovani di Lucca che recentemente ha ricevuto il certificato di eccellenza Tripadvisor 2013. Per prendere un caffè in piazza San Michele bisogna andare al Casali o al caffè del Teastro (detto anche “Peschino”) , mentre gli altri locali della zona, tranne eventi eccezionali, chiudono prima delle nove di sera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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