Il Tirreno

Lucca

«Ora Santini si deve dimettere»

Pescaglia, opposizione all’attacco sulla questione della fusione con Borgo

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PESCAGLIA. L’assessore Mauro Santini si deve dimettere. A chiederlo è il gruppo di opposizione “Idee in movimento” di Pescaglia, alla luce delle posizioni assunte dall’assessore nella vicenda della fusione con il Comune di Borgo a Mozzano. «L’assessore deve prendere atto – affermano i consiglieri Massimiliano Bernardini, Alessandra Galgani, Amerigo Giusti, Beatrice Gambini e Stefania Massei - che la sua posizione è ben diversa da quella della maggioranza di cui fa parte e ne deve trarre le dovute conseguenze». Sulla vicenda della fusione tra i due comuni, infatti, l’assessore Santini aveva dichiarato al nostro giornale che «l’iter della fusione non si può fermare adesso e che il referendum (fissato a ottobre, ndr) deve essere fatto perché ci sono diversi cittadini soprattutto della Val Pedogna che sono a favore della fusione». Ed è proprio alla luce di queste sue dichiarazioni che l’opposizione ne chiede le dimissioni. Quali sono le motivazioni politiche che vi portano a richiedere il suo passo indietro? «L’assessore Mauro Santini è in netta controtendenza con la linea portata avanti da tutto il Consiglio comunale e dalla giunta in particolare. Lo scorso sabato il Consiglio ha votato all’unanimità una delibera con la quale chiede alla Regione di non procedere con la fusione. L’assessore però ha preferito non presentarsi alla seduta. Non è assolutamente vero che i cittadini vogliono la fusione». L’assessore ha affermato però di essere stato assente per impegni familiari precedentemente presi. «Non è affatto vero, anche perché non è la prima volta che l’assessore è assente. Siamo andati a prendere tutti i verbali di giunta e di consiglio dall’inizio del 2012 ad oggi e abbiamo potuto vedere come su un totale di quindici Consigli comunali è stato presente solo a quattro e su trentanove riunioni di giunta ha partecipato a nove. Anche solo per questa sua scarsa partecipazione si dovrebbe dimettere». Nell’intervista, l’assessore ha polemizzato con voi perché, sostiene, siete contrari alla fusione invece il vostro partito di riferimento, il Partito democratico, è il primo sostenitore delle fusioni. Cosa rispondete? Noi non siamo affatto contrari alle fusioni. Prima di prendere ogni decisione dobbiamo avere delle garanzie, dobbiamo sedersi attorno a un tavolo, stabilire un programma insieme, far partecipare la cittadinanza. Non alzarsi la mattina e dire: oggi facciamo la fusione. A questo punto cosa può accadere secondo voi? Innanzitutto il sindaco Lando Baldassari deve fare una verifica di maggioranza, vedere se ce l’ha ancora. Non può fare affidamento all’opposizione per far passare le delibere. Deve arrivare a fine mandato, non deve tirare a campare. E deve parlare con l’assessore Santini, il quale evidentemente ha delle sue aspettative personali altrimenti non si capirebbe la sua posizione. Deve prendere atto che la sua posizione è contro il sindaco e deve uscire dalla maggioranza. Quindi secondo voi il referendum ad ottobre non deve essere fatto? Assolutamente no. Fare il referendum significherebbe un dispendio di denaro pubblico e di energie inutile. Noi intanto iniziamo a fare gli incontri con la popolazione per sensibilizzarla. Il primo è previsto per domani sera, mercoledì, alle ore 21 nella Sala Millennium di San Martino in Freddana dove parteciperà il sindaco di Fabbriche di Vallico Oreste Giurlani, che ha già deciso la fusione con Vergemoli e che spiegherà ai cittadini quali sono le strade che dovevano essere percorse anche da noi prima di stabilire la data del referendum».

Luca Meconi

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